Il Labirinto della Masone

Si trova alle porte di Parma, a Fontanellato, il labirinto più grande del mondo. Circondato dalla quiete della campagna emiliana, il Labirinto della Masone è un parco culturale unico nel suo genere, voluto dall’editore e collezionista Franco Maria Ricci. Tre chilometri di sentieri, interamente realizzati con pregiate canne di bambù di specie diverse, guidano il visitatore in un percorso affascinante dove arte, architettura e natura si incontrano. Una collezione permanente di opere d’arte, una biblioteca d’eccezione, mostre temporanee, spazi per eventi e un elegante bookshop fanno di questo luogo una tappa imperdibile.
Le sue iniziali, FMR, hanno dato nome a una delle più importanti riviste della Storia dell’Arte, definita già nel 1982 «la rivista più bella del mondo» o per dirla alla Fellini «la perla nera». Si pronuncia e si legge alla maniera francese «éphémere». Effimero.
La storia personale di Franco Maria Ricci si avvicina a certe avventure di Robert Louis Stevenson; dopo una falsa partenza come geologo per un certo orgoglio e perché voleva viaggiare, passò quattro mesi in Turchia. L’obiettivo era fare precise analisi scientifiche e mandarle all’impresa petrolifera per cui lavorava, ma l’incontro con i reperti archeologici dell’antica civiltà Ittita lo sedussero a tal punto che il destinatario preferenziale delle sue relazioni divenne l’UNESCO.
Al suo ritorno a Parma, nel 62’, il Marchese Ricci iniziò a muovere i primi passi artistici come grafico pubblicitario diventando consulente di molte industrie importanti per esordire nel ’65 con una propria firma editoriale con la ristampa del celebre Manuale tipografico di Bodoni nel 1818 dalla vedova del celebre tipografo, Paola Margherita Dall’Aglio.
L’impresa in tre volumi si avvalse della collaborazione del Museo Bodoniano di Parma e della Biblioteca Palatina e consacrò Ricci come intellettuale che ebbe l’ardimento di riscoprire le radici di una Parma incantevole e straordinaria della seconda metà del ‘700, piccola capitale in uno dei secoli forse più malinconici della storia moderna italiana.
A chi gli chiese le motivazioni di tanto ardimentoso impegno, Ricci in un’intervista del 1965 rispose:
“Per un atto di amore e liberà ho voluto dopo la laurea in Geologia, fare il grafico e l’industrial designer. Da due anni opero quale consulente nei problemi visuali e pubblicitari di importanti ditte nazionali e recentemente sono stato invitato a far parte dell’ADI, cioè l’associazione del disegno industriale che riunisce per invito i migliori grafici e designers. L’interesse per la grafica non solo come realtà professionale ma anche culturale ed il fatto di abitare a Parma vicino al Materiale bodoniano mi ha avvicinato sin dall’inizio a questo personaggio buono e gottoso diversamente celebrato, e pur sempre misterioso nelle sue dimensioni operative e culturali. Ho capito che Bodoni era tutto da riscoprire come un antico testo di cui improvvisamente viene trovato il meccanismo della lingua e questo era il tempo di parlare della sua grafica. […] Così decisi di diventare editore.”
Accusato spesso di non «camminare coi tempi» e di dedicarsi a un’attività per pochissimi mandando avanti un progetto editoriale in contrasto con l’editoria moderna in cui era inserito e, votata alla diffusione della cultura a un pubblico maggiore, rispose con la collana I segni dell’uomo, dedicata all‘arte, alla grafica popolare ai segni che l’uomo lascia sulla terra per amore, pietà, disperazione e odio, i cui prezzi, però, mantenevano costosi procedimenti tipografici, erano pari a quelli di altri libri d’arte. Fu una delle collane più famose dell’editore; 47 titoli pubblicati tra il 1966 e il 2000, vantava collaborazioni con nomi illustri: Jorge Louis Borges, Italo Calvino, Giorgio Manganelli, Roland Barthes, Julio Cortàzar, Gianni Guadalupi, Leonardo Sciascia, Umberto Eco, Alberto Arbasino.
Il Complesso della Masone
Proprio al Labirinto della Masone, all’interno del Museo è possibile consultare ed ammirare la collana, le edizioni di FMR e le altre collane editoriali: Curiosa, Luxe Calme et Volupté, Quadreria, Grand Tour, Guide Impossibili, le varie pubblicazioni monografiche dedicate a specifiche mostre, nonché le due collane letterarie La Biblioteca di Babele curata da J. L. Borges e La Biblioteca Blu curata da G. Mariotti.
Anche ai meno avvezzi del mondo letterario insomma hanno l’opportunità di misurarsi con una certa idea di fare editoria che fa della qualità il principio ispiratore. Ricci è stato per citare Bompiani, «un editore protagonista», dove il protagonismo non è dato dalla sua imposizione sul mercato ma dal trasferire sé stesso e la propria natura nelle scelte professionali, un editore che ascolta il proprio intuito e non il marketing del momento, capace di superare, rispetto ad altri, la soglia della trasformazione.
A Borges, Ricci confidò il desiderio di creare il «il labirinto più grande del mondo», un giardino con piante di bambù, una pianta mistica, elegante e raffinata, Il bambù è una pianta eccezionale: non perde le foglie in inverno (il labirinto è sempre verde) e assorbe enormi quantità di anidride carbonica.
Nemmeno la dichiarazione di Borges, «il più grande labirinto del mondo è il deserto», lo fermò dalla sua ossessione dalle sfumature ariostesche. Il Complesso della Masone è stato progettato da Ricci stesso con gli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto. All’ingresso la prima corte svela edifici realizzati in mattoni a mano, ispirati alle utopie neoclassiche; il Bistrò Il Labirinto, l’ingresso al Museo che conserva la collezione permanente costituita da cinquecento opere che vanno dal Cinquecento al Novecento, una personale biblioteca dedicata a preziosi volumi d’arte tipografica e grafica e spazi destinati a periodiche mostre temporanee.
Al centro del Labirinto, una piazza contornata da porticati e ampi saloni dove sono ospitati, feste, concerti, esposizioni e manifestazioni culturali, una cappella a forma piramidale ricorda il labirinto stesso come simbolo di fede.
Lo spazio si estende su sette ettari di terreno e ospita circa 300.000 piante di bambù di 20 specie differenti, alte dai 30 cm ai 15 metri. La pianta quadrata è ispirato alla forma dei labirinti romani, ma arricchito da bivi e vicoli ciechi che Ricci stesso chiamava trappole. Visto dall’alto il complesso ha la forma di una stella a otto punte tipica rielaborazione rinascimentale.
In questi vicoli, si sa, ci si perde, non si raggiunge il centro facilmente. Se si sbaglia si può dilatare il tempo in maniera indefinita. È il prezzo, o il privilegio mi vien da dire, per chi decide di rinunciare alla mappa. Solo così, si può considerare il percorso stesso più che una trappola o un momento ludico, un vero e proprio processo alchemico di trasformazione. Non si esce «fuori», si emerge «nuovi», un percorso nel quale solamente chi accetta di perdervisi, incontrando la propria ombra, potrà finalmente vedere la luce.
Mostre in corso
Fino al 28 giugno è visitabile la mostra Ertè. Lo stile è tutto, dedicata a una delle figure più emblematiche dell’Art Déco. Romain de Tirtoff, universalmente noto come Erté (dalla pronuncia francese delle sue iniziali R.T.), è stato il padre indiscusso dell’Art Déco. La sua carriera lunghissima, durata quasi tutto il XX secolo, ha influenzato profondamente la moda, il design grafico e le arti visive. Il lavoro dell’artista è un inno all’eleganza stilizzata. Le sue figure umane sono lunghe, sottili e flessuose, spesso adornate con tessuti lussuosi, piume e gioielli complicati.
Negli anni ’60, dopo un periodo di relativo oblio, il suo stile è tornato prepotentemente di moda. Erté ha saputo cavalcare questo revival dedicandosi alla serigrafia e alla scultura in bronzo, rendendo le sue opere iconiche accessibili a una nuova generazione di collezionisti.
Progetto di vita
Varcare le soglie del Labirinto della Masone a Fontanellato non è semplicemente un’esperienza turistica, ma un’immersione totale nell’estetica e nella filosofia di un uomo che ha fatto della bellezza la propria bussola.
Franco Maria Ricci non ha costruito solamente il labirinto più grande del mondo; ha edificato un testamento di carta, mattoni e bambù.
Tutto nel labirinto — dai caratteri tipografici della segnaletica (il Bodoni, tanto caro a Ricci) alla scelta dei materiali — riflette lo stile grafico che ha reso famosi i suoi libri in tutto il mondo. Un luogo pensato per sopravvivere al suo creatore, un dono al territorio di Parma e un monito sulla necessità di perdersi per potersi ritrovare.
ISTRUZIONI PER L’USO:
Dove Dormire: Dado Hotel International, Strada Moletolo 84, 43122 Parma, tel. +39 0521 270037, sito web www.dadohotel.it, Century Hotel, P. le Carlo Alberto Dalla Chiesa, 5 – 43121 Parma, tel.: +39 0521 039800, sito web https://hotelcenturyparma.it/.
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) – Parma Welcome, Str. Giuseppe Garibaldi, 18, 43121 Parma PR, tel 0521 218889, sito web homepage – Informazioni turistiche su Parma e provincia.
TEP Trasporti pubblici, Via Taro 12, 43125 Parma, Tel. 0521.2141, sito web Tep – Trasporti pubblici Parma.
Labirinto della Masone, Strada Masone, 121 – 43012 Fontanellato (PR). Tel.: +39 0521 827081 –labirinto@francomariaricci.com
Orari di apertura:
Dal 1° novembre al 30 marzo dalle 9.30 alle 18.00 (tranne martedì).
Dal 31 marzo al 31 ottobre dalle 10.30 alle 19.00 (tranne martedì).
CONVENZIONE SPECIALE: per chi soggiorna con il Gruppo dado si potrà accedere al complesso con ingresso ridotto.

Borgo Giacomo Tommasini
Parma è una città che custodisce la sua anima più autentica non solo nei grandi monumenti, ma soprattutto nella trama intima e affascinante dei suoi borghi.
A differenza di altre città che usano il termine “vie” o “strade”, a Parma il centro storico è solcato da “borghi”. Questa non è solo una scelta nominale, ma l’espressione di un’identità: i borghi evocano un senso di raccolta intimità, di vicinato e di una dimensione a misura d’uomo che resiste al passare dei secoli. Oggi i borghi sono luoghi di incontro, di botteghe di quartiere, di caffè storici e di una vivacità culturale che unisce le radici tradizionali della città alla sua contemporaneità. Ogni borgo custodisce un frammento dell’identità collettiva di Parma, trasformando ogni passeggiata in un’esperienza di scoperta e di appartenenza. Esploriamo insieme Borgo Giacomo Tommasini.

Fontanellato: il rifugio alchemico
In un mondo continuamente in corsa, ossessionato dall’omologazione e dalla frenesia, varcare la soglia di Fontanellato regala la sensazione di accedere a un’altra dimensione. Un’oasi custodita nel tempo, fatta di antiche botteghe, portici accoglienti e ritmi a misura d’uomo, dove ci si può fermare su una panchina a guardare la vita che scorre. Un domani che sceglie di fare tesoro di ieri.

Cosa vedere nei dintorni
Attorno a Parma, la piccola e nobile Capitale del buon gusto, è tutto un susseguirsi di Castelli, Parchi Naturali e borghi che richiamano il Piccolo Mondo Antico. Gli itinerari che vi proponiamo non hanno l’ambizione di essere esaustivi, considerateli piuttosto un suggerimento per incentivarvi a scoprire il territorio in tutta la sua splendida bellezza.

Dove dormire a Parma: zone migliori e consigli per il tuo soggiorno
Parma è una città a misura d’uomo, perfetta da esplorare camminando. Il suo centro storico è pianeggiante, in gran parte pedonale o a traffico limitato, e racchiude secoli di storia, arte e straordinaria cultura gastronomica a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro. Tuttavia, a seconda della tipologia del vostro soggiorno, possiamo selezionare il quartiere ideale per voi.

Esperienze originali
Il significato etimologico di insolito si riferisce a ciò che va oltre la consuetudine e di conseguenza a ciò che non è familiare o non fa parte dell’abitudine. I soliti pochi giorni a Parma bastano appena per i grandi classici. Se invece cercate qualcosa di diverso, ecco i luoghi più insoliti e fuori dai radar che dovete assolutamente vedere.

Cosa fare nel weekend
Prepara la tua prossima fuga in una città che è sempre una promessa di eventi.
Ecco un itinerario con gli appuntamenti da non perdere da abbinare alla visita di un weekend all’insegna della parmigianità. Ecco una combinazione dei nostri itinerari principali.

Weekend romantico a Parma
Passeggiare tra i vicoli del centro storico dove ogni elemento architettonico sembra essersi cristallizzato nel tempo, o immersi nel verde del Parco della Cittadella. E scoprire nuovi sapori lasciandosi guidare dai ristoratori locali. Ancora oggi, a distanza di secoli i parmigiani chiamano affettuosamente la duchessa Maria Luigia, “La Buona Duchessa”, per via del legame profondo, viscerale e reciproco tra una sovrana e il suo popolo; la storia d’amore ideale per accompagnarvi in un fine settimana romantico.

Azienda Agricola Bertinelli
L’anima del Parmigiano Reggiano risiede in 366 caseifici che agiscono come sentinelle del territorio, proteggendo un’eredità artigianale che rifiuta le logiche della produzione industriale di massa. L’Azienda Agricola Bertinelli rappresenta un perfetto equilibrio tra eredità storica e visione moderna. Partendo dalla produzione d’eccellenza del Parmigiano Reggiano, l’azienda ha saputo tessere una rete di esperienze che trasformano la semplice visita in un’immersione totale: dalla didattica in caseificio ai sapori autentici dell’Hosteria, fino al relax rurale accompagnato dalla musica. È un ritorno alla “festa nell’aia” reinterpretato con gusto contemporaneo.

Monte delle Vigne
Monte delle Vigne nasce da un sogno nel 1983 sulle dolci colline di Ozzano Taro, ma anche da un impegno che è il risultato di una lunga storia d’amore per la terra, la natura e la tradizione. Abbiamo avuto il piacere di conoscere Clara Pinardi, collaboratrice della storica azienda; ecco le sue parole prima di lasciarvi guidare in un nuovo percorso enogastronomico.

Degustazioni tipiche
Parma è stata la prima città italiana a essere nominata Città Creativa UNESCO per la Gastronomia nel 2015. Questo riconoscimento sottolinea come la cultura del cibo sia parte integrante del tessuto sociale, economico e urbanistico della zona; non solo per i suoi prodotti tipici ma per l’intero ecosistema nato dalla produzione agricola e industria alimentare, la cultura gastronomica (ricette, storia, identità), le sue scuole specifiche e la ricerca sul cibo. Questo significa garantire una certa idea di affidabilità nel food e di unicità autentica e non costruita. Di seguito, una selezione dei luoghi simbolo per scoprire l’autenticità di ogni filiera produttiva.