Esperienze originali

Il significato etimologico di insolito si riferisce a ciò che va oltre la consuetudine e di conseguenza a ciò che non è familiare o non fa parte dell’abitudine. I soliti pochi giorni a Parma bastano appena per i grandi classici. Se invece cercate qualcosa di diverso, ecco i luoghi più insoliti e fuori dai radar che dovete assolutamente vedere.
Arrivare a Parma significa quasi sempre cercare i suoi sapori o le sue note, ed è innegabile. Ma la vera sorpresa inizia quando si va oltre: una rete di luoghi alternativi capaci di testimoniare come questa terra sappia unire, da sempre, una qualità straordinaria all’innovazione più autentica. Una volta esaurito l’itinerario classico, dove possiamo indirizzare il nostro sguardo?
Quando gli itinerari classici e le tappe da “lista dei desideri” sono ormai smarcati, non finisce il viaggio: cambia solo il modo di viaggiare. Si passa dal cosa vedere al come vivere un luogo. Smettere di correre da un museo all’altro e spendere una mattinata semplicemente seduti su una panchina a osservare come si muove la popolazione locale, quali sono i loro rituali, come interagiscono.
Tra le mete meno note ma di grande fascino, vi suggeriamo:
L’Ex Monastero di San Paolo è uno storico complesso benedettino, sorto intorno all’anno Mille. Deve la sua fama internazionale alla straordinaria Camera della Badessa (nota anche come Camera di San Paolo), impreziosita dai celebri affreschi che il Correggio realizzò nel 1514, a cui si aggiungono i suggestivi ambienti decorati da Alessandro Araldi.
L’intera struttura si articola intorno a incantevoli chiostri interni. Tra questi spicca il Chiostro della Fontana, caratterizzato da eleganti loggiati e porticati che hanno beneficiato di successivi interventi di epoca rinascimentale. Nel corso dei lavori di recupero, la rimozione degli strati di intonaco dalle pareti dei portici e delle sale ha riportato alla luce rari graffiti d’epoca e frammenti di affreschi del Quattrocento.
Attualmente, il complesso è diventato un vivace polo culturale che accoglie una biblioteca e diversi spazi espositivi comunali. Fino al 2 agosto ospita l’installazione site-specific SEED dell’artista e pioniere della musica ambient Brian Eno, in collaborazione con Ece Temelkuran. L’opera diffonde musica generativa nei chiostri e nei giardini, consentendo ai visitatori di creare la propria colonna sonora.
Successivamente, l’opera si trasferirà in modo permanente alla Casa del Suono, dove inizierà un nuovo capitolo. L’esperienza acustica vissuta dal pubblico all’interno dei Giardini di San Paolo verrà infatti registrata sul campo (field recording) e incisa su un vinile in copia unica. Curato personalmente da Brian Eno, il disco entrerà a far parte della collezione permanente della struttura, suggellando così lo storico legame tra l’artista britannico e la Città di Parma.
Museo d’Arte Cinese ed etnografico si trova a circa una ventina di minuti a piedi da Piazza Garibaldi. È considerato uno dei più importanti d’Europa nel suo genere.
Il museo è diviso principalmente in due macro-aree disposte su più livelli:
- Sezione Cina: una collezione che copre millenni di storia. Ci sono ceramiche e porcellane (dal Neolitico a oggi), bronzi, dipinti, lo studiolo di un letterato cinese ricostruito, un enorme paravento a 12 ante e una collezione di oltre 5.000 monete antiche.
- Sezione Etnografia Internazionale: Raccoglie oggetti, abiti, armi e maschere provenienti dai paesi in cui operano i Missionari Saveriani (i fondatori del museo), come l’Africa, il Giappone, l’Indonesia e la cultura degli Indios Kayapó dell’Amazzonia.
Questo museo non è legato a spoliazioni coloniali, ma nasce dall’impegno dei Missionari Saveriani. A fondarlo nel 1901 fu San Guido Maria Conforti, il quale desiderava mostrare ai missionari in partenza la straordinaria ricchezza culturale dei paesi di destinazione, così da prepararli al rispetto e al confronto interculturale. La collezione iniziale si è costituita a partire da un nucleo di oggetti preziosi donati in occasione dell’Esposizione Universale di Torino del 1898.
Sebbene la Cina rimanga il nucleo storico del museo, l’esposizione si apre anche all’etnografia. La struttura custodisce infatti eccezionali collezioni provenienti da vari continenti: spicca in particolare la sezione dedicata ai Kayapò, un popolo indigeno dell’Amazzonia brasiliana, che conta oltre 500 reperti tra cui meravigliosi ornamenti in piume. Completano il percorso importanti raccolte sull’arte tradizionale africana, giapponese e indonesiana.
Curiosità: sottoposto a una radicale e visionaria ristrutturazione nel 2012, il museo si articola su tre piani, ospitando la collezione cinese nel livello interrato. Il progetto illuminotecnico è curato con estrema precisione: grazie a fasci di luce mirati e strip LED posizionate sotto i moduli sospesi, gli elementi espositivi appaiono come sospesi nel vuoto. Questo gioco visivo genera un’atmosfera suggestiva e fuori dal tempo, capace di esaltare al massimo la bellezza dei bronzi antichi e delle preziose porcellane.
ll Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma è una delle istituzioni di alta formazione musicale più antiche, prestigiose e importanti d’Italia e d’Europa. Si trova nel cuore di Parma, all’interno dello storico ed elegante complesso dell’ex Convento del Carmine, il cui nome è intitolato ad Arrigo Boito, celebre letterato, librettista e compositore. Fondato inizialmente nel 1818 dalla Duchessa Maria Luigia d’Austria come Ducale Scuola di Musica, è diventato poi Regio Conservatorio nel 1888 grazie all’interesse del sindaco Giovanni Mariotti e di Giuseppe Verdi.
Il Boito ha formato o ospitato alcuni dei più grandi nomi della storia della musica mondiale, tra cui: Arturo Toscanini (uno dei più grandi direttori d’orchestra di sempre, che qui studiò violoncello e composizione), Ildebrando Pizzetti e Gian Francesco Malipiero. In tempi più recenti, ha visto l’insegnamento di maestri del calibro di Claudio Abbado.
Oltre alle aule di studio e ai concerti, la struttura ospita: La Sezione Musicale della Biblioteca Palatina (ricchissima di manoscritti e rari testi musicali).
Il Museo Storico “Riccardo Barilla”, al cui interno sono stati fedelmente ricostruiti gli studi privati appartenuti proprio ad Arturo Toscanini e ad Arrigo Boito.
Il Conservatorio è un luogo di studio, ma è anche attivissimo a livello culturale. Organizza continuamente concerti, festival (come il festival estivo o le rassegne di musica barocca e jazz) ed eventi aperti al pubblico, spesso a ingresso gratuito. Molti di questi si tengono nel suggestivo Chiostro grande o nell’Auditorium del Carmine. Seguire il loro calendario degli eventi è il modo migliore per entrare e respirare l’atmosfera dell’istituto.
Se siete interessati consigliamo di consultare il sito ufficiale del Conservatorio e/o inviare una mail alla segreteria prima di andare così sarete sicuri nell’organizzare il vostro itinerario insolito.
L’Orto Botanico ha origini nel Seicento, conosciuto come Il Giardino dei Semplici e istituito da Ranuccio I Farnese per la coltivazione di piante medicinali. La sua struttura attuale risale però al 1770, voluta dall’abate Giambattista Guatteri, sotto il ducato di Ferdinando di Borbone.
Le caratteristiche strutture murarie e le serre portano la firma del celebre architetto di corte Ennemond Alexandre Petitot.
L’Orto si estende su circa 11.000 metri quadrati ed è gestito dall’Università degli Studi di Parma. Al suo interno si possono ammirare:
- Le Serre del Petitot: Strutture storiche che ospitano piante esotiche, piante grasse (succulente) e piante insettivore.
- Il Giardino all’Italiana: Caratterizzato da un impianto geometrico rigoroso.
- L’Arboreto: Una collezione di alberi secolari, tra cui spicca un maestoso esemplare di Ginkgo biloba piantato alla fine del Settecento, che in autunno regala una spettacolare colorazione dorata.
- Piante acquatiche: Uno specchio d’acqua che ospita ninfee e altre specie idrofile.
- Erbari Storici: La Scuola di Botanica conserva collezioni preziosissime, come l’Erbario Casapini (1722) e l’Erbario Gardoni (XIX secolo).
Nel verace Oltretorrente, si trova invece, l’Ospedale Vecchio, uno dei monumenti storici e simbolici più importanti della città, situato precisamente in Strada Massimo d’Azeglio.
Dopo aver smesso di funzionare come ospedale, il complesso ha cambiato pelle. Oggi, a seguito di importanti interventi di restauro e riqualificazione, è un punto di riferimento culturale per Parma e ospita:
- L’Archivio di Stato
- La Biblioteca Civica e la Biblioteca Bizzozero
- Spazi espositivi, associazioni locali e l’Archivio Storico Comunale.
Fino al 2 agosto, il rinnovato spazio culturale ospita My Light Years, la più grande mostra europea dedicata alla luce e all’arte audiovisiva firmata Brian Eno, presente, anche nei già citati Giardini di San Paolo. L’esposizione rappresenta la raccolta più esaustiva delle sue celebri installazioni: dalle iconiche Light Boxes a Crystals, fino alle opere generative con volti in continua evoluzione. L’intera esperienza è accompagnata da colonne sonore inedite, create appositamente per dialogare con l’architettura del luogo.
Camminando per i borghi e le vie dell’Oltretorrente è possibile incontrare numerose opere di street art:
Piazzale Rondani e Via Benassi (Liceo Marconi)
Il muro perimetrale del Liceo Linguistico G. Marconi rappresenta una vera e propria icona della street art locale.
Il progetto nato durante il festival Parma Street View, ha visto il coinvolgimento di numerosi artisti (tra cui Alessandro Canu, Chomp, Dildo Society, Grozni, Mha Corre tra gli Alberi, P-45, PsikoPatik). È un mix vibrante di stili diversi, murales e graffiti che spaziano dal figurativo all’astratto, regalando una sferzata di colore a tutta la zona del piazzale.
Vicolo Grossardi
Addentrandovi nei borghi dell’Oltretorrente, in Vicolo Grossardi troverete un imponente murales. Con un forte richiamo al mondo naturale e animale, l’opera si inserisce armoniosamente nei vicoli del quartiere storico, catturando lo sguardo grazie a rappresentazioni vivide e realistiche.
Viale dei Mille
Poco lontano dal centro pulsante del quartiere, lungo Viale dei Mille, spiccano altre opere di urban art che colorano muri e arredi urbani, incluse a pieno titolo nei percorsi ufficiali sulla street art curati dal Comune.
Piazzale Inzani e l’omaggio di Flavio “Kampah” Campagna
In Piazzale Inzani (all’ingresso del ristorante Opera Viva), c’è una grande tela permanente (300×150 cm) visibile dall’esterno, realizzata dall’artista di fama internazionale Flavio Campagna (in arte Kampah), cresciuto proprio in questi borghi. Questo lavoro celebra l’essenza originaria dell’Oltretorrente attraverso l’uso del rosso. Questo colore non rappresenta solo il “cuore pulsante” del quartiere, ma richiama anche le barricate antifasciste del 1922, la tradizione delle vecchie osterie e la cultura popolare, fondendo insieme ricordi personali e volti storici.
Vale la pena uscire dal centro e raggiungere lo CSAC, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione, uno straordinario centro di ricerca, archivio e museo gestito dall’Università di Parma.
Lo CSAC si trova in un luogo decisamente suggestivo: l’Abbazia di San Martino dei Bocci (nota anche come Abbazia di Valserena), situata nella frazione di Paradigna, a pochi chilometri dal centro di Parma. Questa antica struttura cistercense è storicamente legata alla celebre “Certosa di Parma” del romanzo di Stendhal.
Dal 2015, oltre alle attività di ricerca, il centro offre un percorso museale aperto a tutti, che ospita mostre permanenti e temporanee. È uno dei patrimoni visivi e documentari più ricchi d’Italia.
- Arte: Più di 1.700 dipinti e centinaia di sculture.
- Media: Migliaia di bozzetti satirici, fumetti, manifesti cinematografici e di comunicazione.
- Progetto: Oltre 2 milioni e mezzo di disegni di architettura, design e circa 70.000 pezzi legati alla storia della moda italiana.
- Fotografia: Un immenso patrimonio con milioni di negativi e stampe d’epoca (tra cui scatti di Ugo Mulas, Luigi Ghirri e Dorothea Lange).
- Spettacolo: Video-tape, pellicole cinematografi.
ISTRUZIONI PER L’USO: Dove Dormire: Dado Hotel International, Strada Moletolo 84, 43122 Parma, tel. +39 0521 270037, sito web www.dadohotel.it, Century Hotel, P. le Carlo Alberto Dalla Chiesa, 5 – 43121 Parma, tel.: +39 0521 039800, sito web https://hotelcenturyparma.it/.
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) – Parma Welcome, Str. Giuseppe Garibaldi, 18, 43121 Parma PR, tel 0521 218889, sito web homepage – Informazioni turistiche su Parma e provincia.
TEP Trasporti pubblici, Via Taro 12, 43125 Parma, Tel. 0521.2141, sito web Tep – Trasporti pubblici Parma.
CONSERVATORIO DI PARMA: Via del Conservatorio 27/b 43121, Parma, Tel. +39 0521 381911 sito web www.conservatorio.pr.it
CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma: Via Viazza di Paradigna, 1, 43122 Parma, 0521 903649, sito web www.csacparma.it

Borgo Riccio
Nel centro storico di Parma, tra strade eleganti, antichi palazzi e angoli pieni di ricordi, si trova Borgo Riccio, una piccola via dal fascino semplice. Lontano dai luoghi più frequentati dai turisti, questa strada mostra una delle tante tracce della storia della città di Parma. È un posto dove l’atmosfera cittadina si vede nelle costruzioni, nei dettagli di ogni giorno e in un modo tutto suo di vivere il vicinato.
Parma è famosa soprattutto per il Duomo, il Battistero, il Teatro Farnese e per i suoi prodotti tipici. Tuttavia, il lato più autentico della città si trova spesso nelle vie secondarie, nei borghi e nei passaggi meno conosciuti dalle guide turistiche. Borgo Riccio fa parte di questa zona più nascosta. È una strada dove si può vedere Parma da una prospettiva più intima, con edifici storici, portoni, facciate dai colori tenui e scorci che invitano a prendersi il tempo per guardare.

Muoversi a Parma senza auto
Se sei in visita a Parma, l’auto è quasi sempre il mezzo meno comodo. Il centro storico si attraversa a piedi in un quarto d’ora, è pianeggiante e in buona parte chiuso al traffico. Per tutto il resto ci sono gli autobus urbani a 2,00 € per 80 minuti, bici e monopattini in sharing sbloccabili da app, il car sharing che entra in ZTL senza permessi e i taxi attivi 24 ore su 24. E per uscire dalla città — Colorno, Fidenza, Salsomaggiore, Torrechiara, Fontanellato — ci sono treni e autobus extraurbani che partono dalla stazione.

Borgo del Naviglio
Parma non è una città costruita interamente intorno a un grande fiume navigabile come Venezia o Ferrara. Tuttavia, nei secoli ha avuto un rapporto importante con l’acqua. Il torrente Parma, i canali e le derivazioni artificiali hanno aiutato la crescita urbana, hanno fornito acqua ai mulini e alle manifatture, irrigato le campagne e permesso il trasporto di alcune merci.

Mercanteinfiera: come si visita senza impazzire?
Mille espositori, padiglioni che sembrano non finire mai, mobili d’epoca accanto a lampade di design e scatole di fotografie anonime. Mercanteinfiera è il più grande appuntamento europeo dedicato ad antiquariato, modernariato e collezionismo, e lo scorso autunno ha richiamato a Parma 56.000 visitatori. Bellissimo, sì. Ma anche il posto perfetto per uscire con i piedi distrutti, nessun acquisto fatto e la sensazione di aver visto tutto senza aver guardato niente.

Dove parcheggiare a Parma: ZTL, aree gratuite e sosta a ore
Il centro storico di Parma è protetto da una ZTL con varchi elettronici attivi tutti i giorni, domenica compresa, dalle 7:30 alle 19:30. Il modo più semplice per non sbagliare è lasciare l’auto fuori: nei parcheggi scambiatori gratuiti alle porte della città, collegati al centro con bus, oppure in uno dei parcheggi coperti a pagamento a ridosso della ZTL, come il Toschi, vicino al Palazzo della Pilotta. Sulle strisce blu si paga da 1,20 a 1,50 € l’ora, con app o parcometro. Se entri in ZTL per errore, puoi regolarizzare il passaggio con 15 € entro la mezzanotte del giorno dopo.

Frammenti di cultura urbana: il caso di Borgo delle Colonne
Il portico rappresenta molto più di un semplice riparo architettonico: è il cuore pulsante della vita sociale e comunitaria nelle città e, in Emilia-Romagna ne è il simbolo. Questa struttura trasforma radicalmente il modo di vivere e lo spazio urbano, fondandosi su pilastri ben precisi.

Come arrivare alle Fiere di Parma: auto, bus, treno e aereo
Le Fiere di Parma si trovano in Viale delle Esposizioni 393A, a nord della città. In auto si arriva direttamente dal casello dell’A1 senza attraversare il centro, e il quartiere dispone di oltre 9.000 posti auto. Dal centro città e dalla stazione ferroviaria, nei giorni di manifestazione, è attivo un bus a pagamento con corse ogni 30 minuti: dalla stazione al quartiere fieristico sono 15 minuti. L’aeroporto Giuseppe Verdi è adiacente alla struttura.

Borgo Giacomo Tommasini
Parma è una città che custodisce la sua anima più autentica non solo nei grandi monumenti, ma soprattutto nella trama intima e affascinante dei suoi borghi.
A differenza di altre città che usano il termine “vie” o “strade”, a Parma il centro storico è solcato da “borghi”. Questa non è solo una scelta nominale, ma l’espressione di un’identità: i borghi evocano un senso di raccolta intimità, di vicinato e di una dimensione a misura d’uomo che resiste al passare dei secoli. Oggi i borghi sono luoghi di incontro, di botteghe di quartiere, di caffè storici e di una vivacità culturale che unisce le radici tradizionali della città alla sua contemporaneità. Ogni borgo custodisce un frammento dell’identità collettiva di Parma, trasformando ogni passeggiata in un’esperienza di scoperta e di appartenenza. Esploriamo insieme Borgo Giacomo Tommasini.

Fontanellato: il rifugio alchemico
In un mondo continuamente in corsa, ossessionato dall’omologazione e dalla frenesia, varcare la soglia di Fontanellato regala la sensazione di accedere a un’altra dimensione. Un’oasi custodita nel tempo, fatta di antiche botteghe, portici accoglienti e ritmi a misura d’uomo, dove ci si può fermare su una panchina a guardare la vita che scorre. Un domani che sceglie di fare tesoro di ieri.

Cosa vedere nei dintorni
Attorno a Parma, la piccola e nobile Capitale del buon gusto, è tutto un susseguirsi di Castelli, Parchi Naturali e borghi che richiamano il Piccolo Mondo Antico. Gli itinerari che vi proponiamo non hanno l’ambizione di essere esaustivi, considerateli piuttosto un suggerimento per incentivarvi a scoprire il territorio in tutta la sua splendida bellezza.