Cosa vedere nei dintorni

Attorno a Parma, la piccola e nobile Capitale del buon gusto, è tutto un susseguirsi di Castelli, Parchi Naturali e borghi che richiamano il Piccolo Mondo Antico. Gli itinerari che vi proponiamo non hanno l’ambizione di essere esaustivi, considerateli piuttosto un suggerimento per incentivarvi a scoprire il territorio in tutta la sua splendida bellezza.
PERCORSO 1: Badia di Santa Maria della neve, Torrechiara, Fondazione Magnani Rocca, Castello di Montechiarugolo.
Badia di Santa Maria della neve: bellissimo monastero benedettino situato a Torrechiara, una frazione di Langhirano, a pochi chilometri da Parma. Fu costruita nel 1471 per volere del conte Pier Maria II de’ Rossi (lo stesso nobile che fece costruire il famoso Castello di Torrechiara). La fondò originariamente per il figlio Ugolino. Il complesso fonde elementi tardo-romanici e rinascimentali. Si sviluppa intorno a uno splendido chiostro quadriportico, dove si può ancora ammirare l’antica campana in bronzo del 1472. All’interno della chiesa si trova un pregevole affresco della Madonna col Bambino di Jacopo Loschi (fine ‘400). Un altro gioiello è il Belvedere settecentesco affacciato sul torrente Parma, decorato con affreschi. All’interno c’è una bottega in cui i monaci benedettini vendono prodotti artigianali per la salute, la cosmesi ed erboristeria; creme, saponi, miele, realizzati secondo antiche ricette. La badia è una delle tappe del Sentiero d’Arte, un percorso pedonale panoramico che collega l’area di Langhirano al Castello di Torrechiara tra vigneti e opere d’arte contemporanea. I monaci offrono ancora oggi servizi di accoglienza e ospitalità per chi cerca un momento di ritiro, meditazione o turismo lento.
Castello di Torrechiara: set cinematografico per eccellenza, come non citarvi il celebre Ladyhawke (1985) con Michelle Pfeiffer, Matthew Broderik e Rutger Hauer. Il Castello di Torrechiara è uno dei castelli più spettacolari e meglio conservati d’Italia. Si trova a pochi chilometri da Parma, nel comune di Langhirano, adagiato su una collina che domina la valle del torrente Parma.Fu costruito tra il 1448 e il 1460 da Pier Maria Rossi, un potente condottiero dell’epoca. Non nacque solo come imponente fortezza difensiva, ma anche come splendida dimora d’amore per la sua amante, Bianca Pellegrini. Il maniero unisce perfettamente l’architettura medievale (le imponenti torri e le mura) con l’eleganza del Rinascimento italiano all’interno.
La Camera d’Oro è la stanza più famosa del castello. Si tratta della camera da letto di Pier Maria e Bianca, interamente affrescata (attribuita a Benedetto Bembo). Gli affreschi celebrano il loro amore trionfante e mostrano Bianca che viaggia per i vari castelli del feudo alla ricerca del suo amato. Il nome deriva dalle foglie d’oro zecchino che un tempo decoravano le formelle alle pareti.
I Saloni Affrescati al piano nobile troverai splendide sale grottesche e affreschi di epoca successiva (fine ‘500) realizzati da Cesare Baglione, come la Sala dei Giocolieri o la Sala del Velario. Il cortile centrale (Cortile d’Onore) è intimo e suggestivo, mentre dai camminamenti di ronda esterni si gode di una vista pazzesca a 360 gradi sulle colline coltivate a vigneti.
Esperienza da non perdere: dopo aver passeggiato all’interno del borgo non perdetevi Il Sentiero d’Arte; una splendida passeggiata ciclo-pedonale che collega la Badia di Santa Maria della Neve al suggestivo Castello di Torrechiara. È un itinerario perfetto per chi vuole unire natura, storia e installazioni artistiche contemporanee. Il percorso è lungo 6,5 – 7 km (a seconda del punto esatto di partenza e arrivo). Dura circa 1 ora e mezza a piedi per tratta e ha un dislivello minimo di circa 30-80 metri, il che lo rende una camminata molto facile e adatta a tutti, famiglie comprese. Il percorso è prevalentemente pianeggiante, si sviluppa lungo il Canale di San Michele, attraversando prati, zone boscose e bellissimi vigneti sui colli. La vera particolarità di questa passeggiata è la presenza di opere d’arte contemporanea all’aperto (sculture e installazioni site-specific) realizzate da vari artisti; Danilo Cassano, Mirta Carroli, Alberto Timossi e molti altri). Le opere si fondono con il paesaggio circostante, creando un vero e proprio museo a cielo aperto.
Un consiglio in più: Per goderti al meglio l’esperienza, esiste un app ufficiale (Sentiero d’Arte) che si può scaricare per scoprire la storia, i materiali e il significato di ogni singola opera d’arte che s’incontra lungo il cammino.
Fondazione Magnani Rocca: La Fondazione Magnani-Rocca, nota anche come la Villa dei Capolavori è una delle istituzioni culturali e museali più importanti e affascinanti d’Italia. La fondazione ha sede nella splendida Villa Magnani a Mamiano di Traversetolo, a pochissimi chilometri da Parma. È nata nel 1978 per volontà di Luigi Magnani (critico d’arte, collezionista e musicologo), con lo scopo di favorire la diffusione della cultura e dell’arte. La villa è immersa in un meraviglioso Parco Romantico all’inglese popolato da alberi secolari e dai famosi pavoni bianchi che girano liberi. La presenza dei pavoni non è un’aggiunta recente, ma una tradizione che continua fin dai tempi di Magnani, il quale amava l’atmosfera esotica e teatrale che questi animali conferivano al giardino.
Al suo interno è custodita una collezione d’arte pazzesca che spazia dall’arte antica a quella contemporanea. Tra i capolavori più celebri esposti puoi trovare opere di:
- Maestri classici: Tiziano, Rubens, Van Dyck, Goya e Dürer.
- Impressionisti e moderni: Claude Monet, Auguste Renoir, Paul Cézanne e Giorgio De Chirico.
- Giorgio Morandi: La fondazione ospita una raccolta straordinaria di ben cinquanta opere dell’artista, legatissimo da una profonda amicizia a Luigi Magnani.
Oltre alla collezione permanente, la Fondazione organizza ogni anno grandi mostre temporanee di livello internazionale.
Curiosità: Luigi Magnani era un raffinatissimo collezionista, ma anche un musicologo e un uomo di immensa cultura. Tra i suoi più cari amici c’era il celebre pittore Giorgio Morandi, noto per la sua estrema riservatezza e la sua vita quasi monacale a Bologna. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943, Bologna era diventata un obiettivo dei bombardamenti. Magnani, preoccupato per l’incolumità dell’amico, invitò Morandi e le sue tre sorelle a rifugiarsi nella sua Villa di Mamiano. Morandi, abituato al silenzio e alle sue geometrie di bottiglie, si ritrovò immerso nella monumentale campagna parmense. Per mesi, la villa divenne un laboratorio d’arte e un cenacolo culturale in mezzo al conflitto. In quel periodo di grande tensione, per rilassarsi, Magnani suonava il pianoforte per Morandi, eseguendo soprattutto Beethoven e Mozart, creando un contrasto surreale tra la distruzione esterna della guerra e l’assoluta armonia artistica e musicale all’interno della villa.
Nota per i visitatori: Il museo segue delle aperture stagionali. Di solito la stagione culturale si divide in due periodi; primavera e autunno, intervallati da una pausa estiva e dalla chiusura invernale.
Castello di Montechiarugolo: Splendido maniero medievale situato proprio in provincia di Parma, arroccato su un terrazzo naturale che si affaccia sul torrente Enza. Costruito originariamente intorno al XII secolo, venne poi distrutto e ricostruito all’inizio del ‘400 da Guido Torelli, che lo trasformò in una fortezza militare inespugnabile. Nel 1500, grazie al conte Pomponio Torelli (un grande umanista e letterato), il castello perse la sua anima guerriera per diventare una raffinata dimora signorile, ospitando artisti, re (come Francesco I di Francia) e papi (Paolo III). Dal 1867 è una proprietà privata della famiglia Marchi, ma è inserito nel circuito dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli ed è regolarmente aperto per le visite guidate.
PERCORSO 2: Fontevivo, Fontanellato, Labirinto della Masone.
Abbazia di San Bernardo o Abbazia di Fontevivo: affascinante complesso monastico cistercense situato a Fontevivo, in provincia di Parma. È una delle testimonianze storiche e architettoniche più importanti della zona della bassa Parmense. Venne fondata il 5 maggio 1142 da dodici monaci cistercensi provenienti dalla vicina Abbazia di Chiaravalle della Colomba, guidati dall’abate Viviano. La fondazione avvenne su impulso del Vescovo di Parma, Lanfranco, e del marchese Delfino Pallavicino. I monaci si stabilirono in un’area all’epoca in gran parte paludosa. Grazie al loro lavoro, il territorio venne bonificato e reso produttivo. Dopo i cistercensi, nel 1546 l’abbazia passò ai Benedettini. Nel Settecento i Duchi di Parma ristrutturarono il convento per trasformarlo in un collegio per nobili. Oggi il complesso appartiene al Comune ed è in parte utilizzato per eventi e turismo. La chiesa abbaziale conserva la sua struttura romanica in mattoni (laterizio) dal caratteristico colore rosato. Presenta una pianta a croce latina, tipica delle costruzioni cistercensi dell’epoca, caratterizzata da linee sobrie e austere.
La chiesa si sviluppa su tre navate con volte a crociera e custodisce alcune importanti opere d’arte:
- La Madonna della Rosa: Una splendida scultura in marmo rosso di Verona che raffigura la Madonna col Bambino, attribuita al celebre scultore Benedetto Antelami o alla sua scuola.
- La tomba del Cavaliere Templare: La lastra sepolcrale di Guidone Pallavicino (morto nel 1301), nobile protettore della chiesa e cavaliere templare.
- Il Monumento a Ferdinando di Borbone: Il sontuoso monumento funebre in stile impero dedicato all’ultimo duca di Parma del periodo pre-napoleonico, che morì proprio a Fontevivo nel 1802.
Curiosità: Il Museo Gigi Stok, noto anche come Museo delle Fisarmoniche, si trova all’interno del suggestivo contesto del Chiostro del Collegio dei Nobili, presso l’Abbazia di Fontevivo. Il museo è interamente dedicato alla memoria di Gigi Stok (nome d’arte di Luigi Stocchi), uno dei più grandi fisarmonicisti e compositori italiani di musica liscio, originario proprio di queste zone.
Cosa troverete all’interno:
- Fisarmoniche storiche: Una preziosa collezione di strumenti musicali, tra cui spicca una fisarmonica speciale donata direttamente dalla vedova dell’artista.
- Documenti e cimeli: Spartiti, fotografie, premi e registrazioni che ripercorrono la carriera del musicista e la sua storica orchestra “I Cadetti di Gigi Stok”.
- Focus sulla tradizione: Un viaggio nella storia della musica popolare emiliana e nell’evoluzione tecnica e artistica della fisarmonica.
Fontanellato: borgo elegante situato nella provincia di Parma. È famoso soprattutto per la sua splendida Rocca Sanvitale, una fortezza medievale situata proprio al centro del paese e circondata da un fossato colmo d’acqua. La Rocca Sanvitale di Fontanellato è uno dei castelli più affascinanti e meglio conservati d’Italia. Situata al centro del borgo, si presenta come una fortezza quadrangolare circondata da un ampio fossato ancora oggi colmo d’acqua.
Ecco i punti di maggiore interesse della Rocca:
- L’Affresco del Parmigianino: L’attrazione artistica principale è la Saletta di Diana e Atteone, affrescata nel 1524 dal celebre pittore manierista Parmigianino. L’opera, commissionata dal conte Galeazzo Sanvitale e da sua moglie Paola Gonzaga, si ispira alle Metamorfosi di Ovidio ed è considerata uno dei capolavori del Rinascimento italiano.
- La Camera Ottica: All’interno di una delle torri si trova l’unica Camera Ottica ancora funzionante in Italia. Grazie a un sistema di specchi e prismi progettato nell’Ottocento, è possibile vedere l’immagine riflessa e capovolta della piazza antistante il castello, permettendo di “spiare” l’esterno rimanendo nascosti.
Il castello è stato la residenza della nobile famiglia Sanvitale per oltre cinque secoli, fino al 1948, anno in cui è stato ceduto al Comune. Le sale interne custodiscono ancora arredi originali, ritratti di famiglia, affreschi e lo splendido stendardo della Beata Vergine di Fontanellato.
Curiosità: Ogni terza domenica del mese, per tutto l’anno si svolge attorno alla piazza del borgo il Mercatino dell’Antiquariato, uno dei mercati storici più famosi e qualificati del Nord Italia, perfetto per chi ama perdersi tra oggetti d’epoca, curiosità e pezzi da collezione.
Labirinto della Masone: Non si tratta solo di un giardino, ma di un vero e proprio parco culturale voluto dal celebre editore e designer Franco Maria Ricci. Al suo interno si trovano:
- Il Museo: Ospita la collezione d’arte personale di Franco Maria Ricci, con dipinti, sculture e oggetti d’arte che vanno dal Cinquecento al Novecento. Roncole verdi
- La Biblioteca: Conserva edizioni storiche e le prestigiose pubblicazioni della casa editrice FMR.
- La Piazza Centrale: Un’area di circa 2.000 metri quadrati circondata da porticati, dominata da una particolare cappella a forma di piramide.
Curiosità: per saperne di più leggete il nostro articolo interamente dedicato al Labirinto della Masone.
PERCORSO 3: La bassa tra musica, cinema e letteratura
Roncole Verdi, Casa Natale di Giuseppe Verdi: Il celebre compositore nacque qui il 10 ottobre 1813. All’epoca, la casa era un edificio modesto che fungeva sia da abitazione per la famiglia Verdi sia da osteria gestita dal padre, Carlo Verdi, mentre la madre, Luigia Uttini, era una filatrice. Nonostante le umili origini, fu proprio in questa casa e nella vicina chiesa di San Michele Arcangelo che il giovane Verdi iniziò a sviluppare il suo immenso talento musicale, esercitandosi su una vecchia spinetta. Oggi l’edificio è un importante museo aperto al pubblico, restaurato per preservare l’atmosfera dell’Ottocento.
- Il percorso multimediale: La visita è arricchita da un sistema di cuffie con una guida accattivante (spesso accompagnata dalla voce narrante del “fantasma” di Verdi bambino) che riproduce i rumori dell’epoca, i dialoghi e le musiche, rendendo l’esperienza molto immersiva.
- Le stanze: È possibile esplorare la cucina, la camera da letto dove nacque il maestro e i locali della vecchia osteria e della bottega.
Roncole Verdi, Casa Guareschi: Considerata la “casa museo” principale ed ufficiale, gestita direttamente dalla famiglia dello scrittore. Al suo interno si trova la mostra antologica permanente “Giovannino, nostro babbo” curata dai figli Alberto e Carlotta. Allestita nei locali del ristorante che lo stesso Guareschi aprì negli anni ’50, raccoglie oltre 200.000 documenti, fotografie, disegni e oggetti personali. È anche la sede dell’Archivio Guareschi e del Club dei Ventitré. L’ingresso per la visita libera è gratuito. Le visite guidate (spesso condotte dal figlio Alberto) sono su prenotazione e prevedono una piccola donazione culturale per il Club.
Curiosità: Consigliamo per i più appassionati di visitare il Museo Il Mondo Piccolo a Fontanelle di Roccabianca, situato proprio nel paese natale di Guareschi è allestito nelle vecchie scuole del paese. Il museo racconta la storia sociale e culturale della pianura parmense attraverso due figure chiave del territorio: Giovannino Guareschi e Giovanni Faraboli (fondatore del movimento cooperativo).
Roncole Verdi, Corte degli Angeli: La Corte degli Angeli è una splendida azienda agricola e agrituristica. La tenuta è ricavata in un’ampia porzione della storica Corte delle Piacentine. Se ami il cinema, questo posto ti sembrerà familiare: nel 1975 è stata infatti una dei luoghi principali in cui Bernardo Bertolucci ha girato il suo capolavoro cinematografico “Novecento”. Per omaggiare questa eredità, le camere dell’agriturismo portano i nomi dei personaggi del film (come Olmo, Alfredo, Attila, Anita, Ada e Regina). Il nome dell’agriturismo ha un’origine magica legata alla natura: è dovuto alla presenza fissa, durante la notte, di barbagianni e gufi da fienile. Le loro piume bianche lasciate di giorno nel cortile hanno fatto sì che venissero soprannominati gli “angeli della notte” custodi della tenuta. È possibile visitare e organizzare attività didattiche:
- Il Museo Storico: Quella che un tempo era la vecchia stalla sotto il fienile è oggi un museo che raccoglie attrezzi agricoli storici, macchinari, motorini e trattori d’epoca recuperati dai proprietari, testimoni della vita nei campi della Bassa Parmense.
- Oasi Naturalistica e Birdwatching: Una vasta area della tenuta è stata trasformata in una zona umida per la sosta degli uccelli migratori e il ripopolamento della selvaggina, rendendola una meta perfetta per gli appassionati di fotografia naturalistica e birdwatching.
Busseto, Teatro Verdi: Il Teatro Giuseppe Verdi di Busseto è un vero e proprio gioiello storico. Se state pensando di visitarlo o volete fare una ricerca, ecco le cose più importanti da sapere: È situato all’interno della suggestiva Rocca Pallavicino, proprio nella piazza principale di Busseto. Fu inaugurato nel 1868. Giuseppe Verdi, nonostante il teatro portasse il suo nome e lui stesso avesse donato una grossa somma per la costruzione, non mise mai piede all’interno della sala per l’inaugurazione (pare non fosse molto d’accordo con la spesa affrontata dai suoi concittadini!). È un classico teatro all’italiana in miniatura, con una pianta a ferro di cavallo, due ordini di palchi e un loggione. Ha una capienza intima di circa 300 posti. Nel corso del tempo ha ospitato artisti immensi. Qualche esempio: Arturo Toscanini che diresse qui memorabili stagioni nel 1913 e nel 1926, Franco Zeffirelli, invece, curò una storica messinscena dell’Aida nel 2001 e Riccardo Muti vi diresse il Falstaff.
Busseto, Casa Barezzi: È un luogo storico e affascinante situato a Busseto, in provincia di Parma. È una tappa fondamentale per chiunque voglia scoprire la storia e le origini del famosissimo compositore italiano Giuseppe Verdi. L’edificio era l’abitazione di Antonio Barezzi, un facoltoso commerciante di Busseto, appassionato di musica. Barezzi non fu solo il suocero di Giuseppe Verdi (il Maestro ne sposò la figlia, Margherita), ma fu soprattutto il suo primo e più importante mecenate. Fu lui a intuire il talento del giovane Verdi, a sostenerlo economicamente negli studi e ad accoglierlo in casa. Proprio nel salone di questa casa, nel 1830, un Verdi non ancora ventenne si esibì in pubblico per la prima volta. Oggi Casa Barezzi è diventata una casa-museo aperta al pubblico, ricca di cimeli storici legati alla vita del compositore. Al suo interno puoi trovare:
- Il celebre Salone Barezzi, rimasto intatto con l’arredamento dell’epoca;
- Il fortepiano Tomaschek che Verdi utilizzò per comporre e suonare;
- Una vasta collezione di lettere autografe, ritratti, spartiti originali, documenti d’epoca e i ritratti di Antonio e Margherita Barezzi;
- La sede dell’Associazione Amici di Verdi.
Busseto, Biblioteca: Gestita dalla Fondazione Cariparma) è una vera gemma storica situata nel cuore del paese natale di Giuseppe Verdi. Ha sede nel suggestivo palazzo del Monte di Pietà e custodisce un patrimonio di oltre 87.000 volumi, inclusi importanti fondi antichi e opere di argomento verdiano.Se volete semplicemente ammirare le splendide sale storiche monumentali e l’antico Monte di Pietà, viene organizzata l’iniziativa “Meravigliosa Biblioteca”:
- Quando: Ogni seconda domenica del mese (escluso agosto).
- Orari dei turni: Ore 10:00 e ore 11:15.
- Costo: L’ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati (massimo 25 persone per turno), quindi la prenotazione è fortemente consigliata.
Busseto, Chiesa Collegiata di San Bartolomeo Apostolo: Al suo interno si trova il Crocifisso ispirato alle storie di Don Camillo e Peppone. Molti associano la saga di Don Camillo a Brescello (il paese in provincia di Reggio Emilia dove sono stati girati i famosi film con Fernandel e Gino Cervi), ma il legame con Busseto è squisitamente letterario:
- L’ispirazione: Si tratta di un imponente crocifisso ligneo risalente agli inizi del 1400. Lo scrittore Giovannino Guareschi (che viveva e lavorava in queste zone della Bassa) si ispirò proprio a questa opera sacra, con il capo leggermente reclinato in avanti come se fosse in ascolto, per creare nei suoi libri il celebre personaggio del “Cristo parlante” che dialoga con Don Camillo.
- La distinzione con il film: Quello custodito a Busseto è l’oggetto d’arte storico che ha fatto nascere l’idea nella mente dello scrittore. Il crocifisso che si vede invece nei film è un oggetto di scena (in resina e legno leggero per essere spostato facilmente) che fu realizzato appositamente per le riprese a Cinecittà e che oggi si trova effettivamente nella chiesa di Brescello.
Oggi, all’interno della Collegiata di San Bartolomeo a Busseto, un apposito tabellone informativo accoglie i turisti e gli appassionati di cineturismo spiegando proprio questa storica curiosità.
Sant’Agata (PC), Casa di Giuseppe Verdi: È la storica dimora dove il celebre compositore visse per oltre cinquant’anni, a partire dal 1851, e dove compose molte delle sue opere più famose della maturità. La villa si trova nella frazione di Sant’Agata, nel comune di Villanova sull’Arda, in provincia di Piacenza (Emilia-Romagna), a pochissimi chilometri da Busseto, la terra natale del Maestro. Verdi non considerava Sant’Agata solo un rifugio, ma una vera e propria azienda agricola che gestiva personalmente con grande dedizione.
- Gli Interni: Le stanze della villa mantengono ancora oggi gli arredi originali dell’epoca. Tra gli spazi più significativi ci sono la camera da letto-studio di Verdi (con il pianoforte e lo scrittoio originali), la stanza della moglie Giuseppina Strepponi e la stanza che riproduce fedelmente l’arredamento della camera del Grand Hotel de Milan, dove il Maestro morì nel 1901.
- Il Parco all’Inglese: Si estende per oltre sei ettari ed è stato progettato e curato dallo stesso Verdi. Ospita alberi esotici, un laghetto artificiale a forma di chiave di violino, le grotte e un piccolo cippo funerario dedicato a Lulù, il fedele cane maltese del compositore.
- Informazioni utili sullo stato attuale: A seguito di una lunga disputa ereditaria, Villa Verdi è stata espropriata dallo Stato italiano garantirne la tutela come bene di pubblica utilità e sottoporla a necessari lavori di restauro.
Al momento la villa è chiusa al pubblico per i lavori di ripristino, ad eccezione di occasionali aperture straordinarie, come quelle organizzate dal FAI o dalla Soprintendenza.
PERCORSO 4: I Parchi da non perdere
Parco dei Cento Laghi: Il Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, meglio conosciuto come Parco dei Cento Laghi, è un’area naturale protetta spettacolare situata nell’Appennino parmense. È il luogo perfetto per chi ama la natura, il trekking e i paesaggi mozzafiato. Cosa Vedere e Fare:
- I Laghi Glaciali: Il parco deve il suo nome ai numerosi specchi d’acqua di origine glaciale. I più famosi e facili da raggiungere sono il Lago Santo Parmense (il più grande lago naturale dell’Appennino emiliano), il Lago Ballano, il Lago Verde e i Lagoni.
- Escursionismo e Trekking: Ci sono sentieri per tutti i livelli, dai percorsi turistici adatti alle famiglie fino alle alte vie per escursionisti esperti (come i sentieri del CAI che portano sul Monte Sillara o sul Monte Marmagna).
- I Rifugi: Lungo i sentieri trovi ottimi punti di appoggio dove riposare e assaggiare la cucina locale (come il Rifugio Giovanni Mariotti al Lago Santo o il Rifugio Lagoni).
Parco Regionale dei Boschi di Carrega: Il Parco Regionale dei Boschi di Carrega è un’autentica gemma verde situata a due passi da Parma, adagiata sulle colline tra i fiumi Taro e Baganza (nei comuni di Collecchio e Sala Baganza). Istituito nel 1982, ha il primato di essere stato il primo parco regionale dell’Emilia-Romagna.
Ecco una panoramica di cosa lo rende così speciale e di cosa possiamo trovarci:
- Il parco si estende su oltre 2.600 ettari ed è caratterizzato da un mix unico di fitti boschi di querce e castagni, alternati a prati e piccoli corsi d’acqua.
- L’animale simbolo del parco è il capriolo, che qui vanta una delle popolazioni più dense d’Italia. Non è raro avvistarli all’alba o al tramonto. Camminando potresti incontrare anche tassi, volpi, ghiri e una ricca varietà di uccelli (come il picchio rosso e il picchio verde).
- All’inizio del ‘900 sono stati creati suggestivi specchi d’acqua artificiali circondati da alberi esotici. I più famosi sono il Lago della Svizzera (che con i suoi abeti ricorda un paesaggio alpino) e il Lago della Grotta.
- Prima di diventare un parco protetto, quest’area era la riserva di caccia della famiglia Farnese e successivamente dei Borbone.
- Al centro del parco sorge Il Casino dei Boschi. Questa splendida e imponente dimora settecentesca, fatta realizzare dall’architetto Petitot per Maria Amalia d’Asburgo. È un elemento monumentale che si fonde perfettamente con la natura circostante.
- Il Casinetto è un altro edificio storico, oggi sede degli uffici del parco e del Museo del Bosco, dove si tengono spesso mostre e attività didattiche.
Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano: Il Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano è un’area naturale protetta situata tra le province di Parma e Piacenza, in Emilia-Romagna. È famoso in tutto il mondo soprattutto per il suo straordinario valore geologico e paleontologico. Il parco è nato nel 2011 dall’unione di due aree protette: il Parco fluviale dello Stirone e la Riserva naturale geologica del Piacenziano. La particolarità dello Stirone è che l’erosione del torrente ha scavato un vero e proprio canyon, portando alla luce strati di roccia ricchi di fossili marini (conchiglie, coralli e persino resti di antiche balene e delfini) risalenti a milioni di anni fa, quando la Pianura Padana era coperta dal mare. Attività che si possono fare:
- Visitare il MuMAB (Museo Mare Antico e Biodiversità): Situato a Salsomaggiore Terme (in località Millepioppi), è il posto perfetto per vedere i fossili ritrovati nel parco e capire come si è evoluto l’ambiente della zona.
- Sentieri e Passeggiate: Ci sono numerosi percorsi ciclopedonali che costeggiano il torrente Stirone, ideali per il trekking leggero o la mountain bike.
- Birdwatching: Lungo le pareti di argilla del torrente nidifica il gruccione, un uccello migratore dai colori tropicali spettacoli, insieme a tantissime altre specie fluviali.
- Aree Picnic: Ci sono zone attrezzate (come quella vicino a Vigoleno o a Scipione) per passare una giornata di relax nella natura.
Parco Fluviale del Trebbia: Il Parco Regionale Fluviale del Trebbia è un’area naturale protetta situata interamente nella provincia di Piacenza, in Emilia-Romagna. Istituito nel 2009, tutela gli ultimi 30 chilometri del fiume Trebbia, partendo da Rivergaro fino ad arrivare alla sua confluenza nel fiume Po. Il parco si sviluppa su una superficie di circa 4.000 ettari (compresa l’area di pre-parco) e attraversa diversi comuni (tra cui Gossolengo, Rivergaro, Gazzola, Gragnano Trebbiense, Rottofreno, Calendasco e Piacenza). È un punto cruciale per la sosta e la nidificazione degli uccelli migratori. Il simbolo del parco è l’occhione, un uccello raro che si mimetizza perfettamente tra i sassi del greto del fiume. Si possono avvistare anche aironi, corrieri piccoli e diversi mammiferi come caprioli, volpi e istrici. L’ambiente è caratterizzato da ampi greti ghiaiosi, prati aridi (dove crescono splendide orchidee selvatiche in primavera) e boschi di pioppi bianchi e salici vicino all’acqua. Il parco unisce perfettamente natura, sport e storia. Lungo i confini del parco si trovano importanti monumenti storici, primo fra tutti il suggestivo Borgo e Castello di Rivalta (frazione di Gazzola), che si affaccia proprio sul fiume. Ci sono diversi itinerari naturalistici (come il Percorso Occhione o il Percorso Airone) perfetti per passeggiate a piedi e per l’avvistamento della fauna dalle torrette dedicate. La Ciclovia del Trebbia collega Piacenza a Gossolengo e Rivergaro, offrendo un percorso pianeggiante e sicuro, ideale per bike ed e-bike.
Curiosità: Si racconta che nel 1945, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, Hemingway si trovasse in Italia come corrispondente di guerra al seguito dell’esercito di liberazione americano. Partito da Chiavari e diretto a Piacenza, sarebbe rimasto bloccato per qualche tempo in zona a causa di un ponte fatto saltare dai partigiani. In quel contesto, colpito dalla bellezza selvaggia del fiume e dei paesaggi, avrebbe scritto: «Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo» sul suo diario o in un articolo. In realtà, gli storici e i biografi che hanno setacciato i diari, gli articoli e le lettere dello scrittore americano non hanno mai trovato traccia scritta di questa frase. Non esistono prove certe che l’abbia scritta o pronunciata, né che abbia effettivamente pescato nelle acque del Trebbia. Ciò non toglie che il legame sia diventato un fantastico elemento di promozione territoriale per borghi splendidi come Bobbio. Realtà o illusione dello sguardo, quel panorama cattura perfettamente l’incanto di chiunque posi gli occhi sulla Val Trebbia.
ISTRUZIONI PER L’USO: Dove Dormire: Dado Hotel International, Strada Moletolo 84, 43122 Parma, tel. +39 0521 270037, sito web www.dadohotel.it, Century Hotel, P. le Carlo Alberto Dalla Chiesa, 5 – 43121 Parma, tel.: +39 0521 039800, sito web https://hotelcenturyparma.it/.
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) – Parma Welcome, Str. Giuseppe Garibaldi, 18, 43121 Parma PR, tel 0521 218889, sito web homepage – Informazioni turistiche su Parma e provincia.
TEP Trasporti pubblici, Via Taro 12, 43125 Parma, Tel. 0521.2141, sito web Tep – Trasporti pubblici Parma.

Borgo Giacomo Tommasini
Parma è una città che custodisce la sua anima più autentica non solo nei grandi monumenti, ma soprattutto nella trama intima e affascinante dei suoi borghi.
A differenza di altre città che usano il termine “vie” o “strade”, a Parma il centro storico è solcato da “borghi”. Questa non è solo una scelta nominale, ma l’espressione di un’identità: i borghi evocano un senso di raccolta intimità, di vicinato e di una dimensione a misura d’uomo che resiste al passare dei secoli. Oggi i borghi sono luoghi di incontro, di botteghe di quartiere, di caffè storici e di una vivacità culturale che unisce le radici tradizionali della città alla sua contemporaneità. Ogni borgo custodisce un frammento dell’identità collettiva di Parma, trasformando ogni passeggiata in un’esperienza di scoperta e di appartenenza. Esploriamo insieme Borgo Giacomo Tommasini.

Fontanellato: il rifugio alchemico
In un mondo continuamente in corsa, ossessionato dall’omologazione e dalla frenesia, varcare la soglia di Fontanellato regala la sensazione di accedere a un’altra dimensione. Un’oasi custodita nel tempo, fatta di antiche botteghe, portici accoglienti e ritmi a misura d’uomo, dove ci si può fermare su una panchina a guardare la vita che scorre. Un domani che sceglie di fare tesoro di ieri.

Cosa vedere nei dintorni
Attorno a Parma, la piccola e nobile Capitale del buon gusto, è tutto un susseguirsi di Castelli, Parchi Naturali e borghi che richiamano il Piccolo Mondo Antico. Gli itinerari che vi proponiamo non hanno l’ambizione di essere esaustivi, considerateli piuttosto un suggerimento per incentivarvi a scoprire il territorio in tutta la sua splendida bellezza.

Dove dormire a Parma: zone migliori e consigli per il tuo soggiorno
Parma è una città a misura d’uomo, perfetta da esplorare camminando. Il suo centro storico è pianeggiante, in gran parte pedonale o a traffico limitato, e racchiude secoli di storia, arte e straordinaria cultura gastronomica a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro. Tuttavia, a seconda della tipologia del vostro soggiorno, possiamo selezionare il quartiere ideale per voi.

Esperienze originali
Il significato etimologico di insolito si riferisce a ciò che va oltre la consuetudine e di conseguenza a ciò che non è familiare o non fa parte dell’abitudine. I soliti pochi giorni a Parma bastano appena per i grandi classici. Se invece cercate qualcosa di diverso, ecco i luoghi più insoliti e fuori dai radar che dovete assolutamente vedere.

Cosa fare nel weekend
Prepara la tua prossima fuga in una città che è sempre una promessa di eventi.
Ecco un itinerario con gli appuntamenti da non perdere da abbinare alla visita di un weekend all’insegna della parmigianità. Ecco una combinazione dei nostri itinerari principali.

Weekend romantico a Parma
Passeggiare tra i vicoli del centro storico dove ogni elemento architettonico sembra essersi cristallizzato nel tempo, o immersi nel verde del Parco della Cittadella. E scoprire nuovi sapori lasciandosi guidare dai ristoratori locali. Ancora oggi, a distanza di secoli i parmigiani chiamano affettuosamente la duchessa Maria Luigia, “La Buona Duchessa”, per via del legame profondo, viscerale e reciproco tra una sovrana e il suo popolo; la storia d’amore ideale per accompagnarvi in un fine settimana romantico.

Azienda Agricola Bertinelli
L’anima del Parmigiano Reggiano risiede in 366 caseifici che agiscono come sentinelle del territorio, proteggendo un’eredità artigianale che rifiuta le logiche della produzione industriale di massa. L’Azienda Agricola Bertinelli rappresenta un perfetto equilibrio tra eredità storica e visione moderna. Partendo dalla produzione d’eccellenza del Parmigiano Reggiano, l’azienda ha saputo tessere una rete di esperienze che trasformano la semplice visita in un’immersione totale: dalla didattica in caseificio ai sapori autentici dell’Hosteria, fino al relax rurale accompagnato dalla musica. È un ritorno alla “festa nell’aia” reinterpretato con gusto contemporaneo.

Monte delle Vigne
Monte delle Vigne nasce da un sogno nel 1983 sulle dolci colline di Ozzano Taro, ma anche da un impegno che è il risultato di una lunga storia d’amore per la terra, la natura e la tradizione. Abbiamo avuto il piacere di conoscere Clara Pinardi, collaboratrice della storica azienda; ecco le sue parole prima di lasciarvi guidare in un nuovo percorso enogastronomico.

Degustazioni tipiche
Parma è stata la prima città italiana a essere nominata Città Creativa UNESCO per la Gastronomia nel 2015. Questo riconoscimento sottolinea come la cultura del cibo sia parte integrante del tessuto sociale, economico e urbanistico della zona; non solo per i suoi prodotti tipici ma per l’intero ecosistema nato dalla produzione agricola e industria alimentare, la cultura gastronomica (ricette, storia, identità), le sue scuole specifiche e la ricerca sul cibo. Questo significa garantire una certa idea di affidabilità nel food e di unicità autentica e non costruita. Di seguito, una selezione dei luoghi simbolo per scoprire l’autenticità di ogni filiera produttiva.