Parma in un giorno

Continua il nostro viaggio a Parma. In questa tappa vi proponiamo un itinerario ideale per chi ha solo 24 ore di tempo. Ecco svelati i luoghi imperdibili che non possono mancare nei vostri taccuini se vi accingete a visitare la città per la prima volta.
Se dopo alcune ore di pianura vi sembra di essere condannati alla noia, rimarrete sorpresi non appena arriverete a Parma; architetture di pregio distinte da balconi in ferro battuto, piccoli giardini sospesi nel cuore della città, tutt’intorno, stradine e borghi e deliziosi locali di quartiere che punteggiano le strade con eleganti sedute all’aperto, incorniciate dal viavai cittadino.
Ci incamminiamo nelle stradine di un centro che si può visitare in una giornata, raggiungiamo via Garibaldi per visitare il Teatro Regio di Parma, tempio mondiale della lirica, in perfetto stile neoclassico, ed epicentro della festa mobile cittadina inaugurata da Maria Luigia d’Austria. È un tripudio di bianchi e ori con un sipario, realizzato da Giovan Battista Borghesi, allegoria della corte della duchessa. Una messa in scena eterna del suo bel mondo. Per via di un pubblico del loggione che per tradizione è considerato il più competente si dice che i cantanti arrivino in città con il batticuore: un applauso qui vale una carriera, ma un fischio può segnarla per sempre.
E poi c’è il Complesso Monumentale della Pilotta che domina su Piazzale della Pace, luogo di ritrovo della comunità cittadina. Prendetevi del tempo per visitare la Galleria Nazionale coi suoi capolavori del Correggio, del Parmigianino e il delicato volto della Scapiliata di Leonardo da Vinci, il suo Museo Archeologico, piccolo scrigno di arte antica. Il Teatro Farnese è un capolavoro architettonico, costruito in tempi record, interamente in legno e stucco dipinto per sembrare marmo.
Subì momenti di gloria e abbandoni con conseguenti stati di deterioramento documentati dalle visite di personaggi letterari e filosofici illustri, quali Charles Dickens e Montesquieu. Consigliamo di fare un biglietto unico che consente l’ingresso al teatro, Galleria, Museo Archeologico e per gli amanti bibliofili, il Museo Bodoniano e la Biblioteca Palatina.
All’ora di pranzo, non c’è niente di meglio che concedersi una sosta tipica, assaporando la tradizione locale all’ombra di questi palazzi storici. Lasciatevi guidare dai profumi che sprigionano dai vicoli dei borghi di questa città dall’aria di una piccola capitale europea. Siamo nel cuore pulsante della cosiddetta Food Valley, prima città italiana ad essere nominata Città Creativa UNESCO per la Gastronomia. Si va così alla scoperta delle varie stagionature nel nostro Parmigiano Reggiano, oro alimentare, frutto di una maestria millenaria e di pazienza, sua maestà il Prosciutto di Parma, stagionato dolcemente dai venti dell’Appennino, il Culatello di Zibello, nobiltà della bassa, affinata dalle nebbie del Po.
Dalla sfoglia ben lavorata arrivano tortelli di ogni tipologia, ma non perdetevi quelli di erbetta bagnati nel burro con abbondante parmigiano reggiano a decorazione e, nelle giornate più fredde, gli anolini in brodo, piccoli soli di pasta fresca ripieni di sapienza antica, serviti rigorosamente in un brodo di carne che ne esalta la nobiltà e altri primi succulenti serviti in porzioni generose sotto montagne di sugo o ragù. Parma non sarebbe la stessa senza l’amore per la terra: qui ogni assaggio è un omaggio alla maestria dei coltivatori e degli allevatori.
L’esperienza si completa nel calice, dove l’intensità di rossi strutturati dialoga con la delicatezza dei piatti della tradizione. Una città che vive per il convivio, dove i ristoranti sono ritrovi ambiti che custodiscono l’anima della capitale del cibo.
Ritemprati dal buon cibo, riscoprite il piacere di camminare tra le quinte architettoniche di Borgo Giacomo Tommasini, un salotto a cielo aperto nel cuore della città e il fascino discreto di Via Nazario Sauro, una delle strade più amate dai parmigiani e dai visitatori, perché incarna l’anima bohémienne e vivace della città. È una via che brulica di creatività, con le sue botteghe artigiane, i negozi di design e i piccoli locali dove l’aperitivo è un rito.
Proseguite in Borgo XX Marzo, la via che meglio riassume l’anima aristocratica e colta di Parma. Situata a pochi passi dal Battistero e dal Duomo, è una strada che incanta per la pulizia delle sue linee, l’eleganza delle sue vetrine e la maestosità dei suoi palazzi.
Piazza Duomo è il cuore monumentale, un nucleo medioevale perfetto circondato da strade che portano i nomi di differenti borghi, ognuno con una vocazione differente. Nessuno ha modificato l’originale disposizione. Non lo hanno fatto i Farnese, gli Asburgo, i Borbone. Nemmeno la gloriosa Maria Luigia d’Asburgo-Lorena che trasformò Parma in una festa mobile dell’epoca.
Il Duomo, Cattedrale di Santa Maria Assunta, capolavoro di architettura romanica, ci appare austero ma una volta varcato l’antico ingresso si aprono al visitatore affreschi riccamente decorati, nicchie che si rincorrono costruendo un gioco dinamico che non lascia tregua al visitatore, spingendolo a ricercare le opere d’arte qua e là, giusto per esorcizzare ogni banalità.
La grandiosa cupola del Correggio, «il nostro Michelangelo», raccontano i personaggi noti e no, svetta grandiosa, cattura l’attenzione da qualsiasi punto, anche da molto lontano e quasi pare risucchiare il visitatore spingendolo ad ammirarla. L’esperienza estetica raggiunge, qui, il picco più alto. Stupore compreso.
Il Battistero ottagonale in marmo rosa di Verona è unico al mondo. A seconda della luce del giorno, il marmo cambia tonalità, passando dal rosa intenso al grigio dorato. Al suo interno, il ciclo dei mesi e delle stagioni scolpito dal maestro Antelami è un racconto della vita medioevale. A chiudere la piazza, il Palazzo Vescovile con la sua struttura solida sancisce l’antica sacralità del luogo.
Lasciate la città con un ultimo sguardo ai suoi balconi fioriti, portando con voi il sapore di questa terra e il desiderio di ritornarvi presto per visitare le pronti a lasciarci incantare dalle innumerevoli mostre e dalla cultura che rende Parma, ogni volta, una scoperta nuova.
Istruzioni per l’uso:
Dove dormire se arrivate la sera precedente: Dado Hotel International, Strada Moletolo 84, 43122 Parma, tel. +39 0521 270037.
Arrivati in serata potete cenare presso il nostro ristorante che, come in una vecchia trattoria, potete mangiare con discrezione e intimità. Non molti coperti permettono allo chef una preparazione accurata, cucina regionale, talvolta rivisitata con un tocco di creatività ad personam.
Il vero comune denominatore è quell’autenticità che nasce dalla schietta semplicità della lavorazione delle materie prime.
Orari ristorante: lun-sab 19:00-22:00 previa prenotazione.
Lo chef propone:
RISOTTO ALLA PARMIGIANA, è l’emblema della “raffinata semplicità” di cui parlavamo: un piatto che con pochissimi ingredienti raggiunge vette di gusto altissime, celebrando l’oro bianco della città, il Parmigiano Reggiano.
Century Hotel, P. le Carlo Alberto Dalla Chiesa, 5 – 43121 Parma, tel.: +39 0521 039800
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) – Parma Welcome, Str. Giuseppe Garibaldi, 18, 43121 Parma PR, tel 0521 218889
TEP Trasporti pubblici, Via Taro 12, 43125 Parma, Tel. 0521.2141

Borgo Giacomo Tommasini
Parma è una città che custodisce la sua anima più autentica non solo nei grandi monumenti, ma soprattutto nella trama intima e affascinante dei suoi borghi.
A differenza di altre città che usano il termine “vie” o “strade”, a Parma il centro storico è solcato da “borghi”. Questa non è solo una scelta nominale, ma l’espressione di un’identità: i borghi evocano un senso di raccolta intimità, di vicinato e di una dimensione a misura d’uomo che resiste al passare dei secoli. Oggi i borghi sono luoghi di incontro, di botteghe di quartiere, di caffè storici e di una vivacità culturale che unisce le radici tradizionali della città alla sua contemporaneità. Ogni borgo custodisce un frammento dell’identità collettiva di Parma, trasformando ogni passeggiata in un’esperienza di scoperta e di appartenenza. Esploriamo insieme Borgo Giacomo Tommasini.

Fontanellato: il rifugio alchemico
In un mondo continuamente in corsa, ossessionato dall’omologazione e dalla frenesia, varcare la soglia di Fontanellato regala la sensazione di accedere a un’altra dimensione. Un’oasi custodita nel tempo, fatta di antiche botteghe, portici accoglienti e ritmi a misura d’uomo, dove ci si può fermare su una panchina a guardare la vita che scorre. Un domani che sceglie di fare tesoro di ieri.

Cosa vedere nei dintorni
Attorno a Parma, la piccola e nobile Capitale del buon gusto, è tutto un susseguirsi di Castelli, Parchi Naturali e borghi che richiamano il Piccolo Mondo Antico. Gli itinerari che vi proponiamo non hanno l’ambizione di essere esaustivi, considerateli piuttosto un suggerimento per incentivarvi a scoprire il territorio in tutta la sua splendida bellezza.

Dove dormire a Parma: zone migliori e consigli per il tuo soggiorno
Parma è una città a misura d’uomo, perfetta da esplorare camminando. Il suo centro storico è pianeggiante, in gran parte pedonale o a traffico limitato, e racchiude secoli di storia, arte e straordinaria cultura gastronomica a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro. Tuttavia, a seconda della tipologia del vostro soggiorno, possiamo selezionare il quartiere ideale per voi.

Esperienze originali
Il significato etimologico di insolito si riferisce a ciò che va oltre la consuetudine e di conseguenza a ciò che non è familiare o non fa parte dell’abitudine. I soliti pochi giorni a Parma bastano appena per i grandi classici. Se invece cercate qualcosa di diverso, ecco i luoghi più insoliti e fuori dai radar che dovete assolutamente vedere.

Cosa fare nel weekend
Prepara la tua prossima fuga in una città che è sempre una promessa di eventi.
Ecco un itinerario con gli appuntamenti da non perdere da abbinare alla visita di un weekend all’insegna della parmigianità. Ecco una combinazione dei nostri itinerari principali.

Weekend romantico a Parma
Passeggiare tra i vicoli del centro storico dove ogni elemento architettonico sembra essersi cristallizzato nel tempo, o immersi nel verde del Parco della Cittadella. E scoprire nuovi sapori lasciandosi guidare dai ristoratori locali. Ancora oggi, a distanza di secoli i parmigiani chiamano affettuosamente la duchessa Maria Luigia, “La Buona Duchessa”, per via del legame profondo, viscerale e reciproco tra una sovrana e il suo popolo; la storia d’amore ideale per accompagnarvi in un fine settimana romantico.

Azienda Agricola Bertinelli
L’anima del Parmigiano Reggiano risiede in 366 caseifici che agiscono come sentinelle del territorio, proteggendo un’eredità artigianale che rifiuta le logiche della produzione industriale di massa. L’Azienda Agricola Bertinelli rappresenta un perfetto equilibrio tra eredità storica e visione moderna. Partendo dalla produzione d’eccellenza del Parmigiano Reggiano, l’azienda ha saputo tessere una rete di esperienze che trasformano la semplice visita in un’immersione totale: dalla didattica in caseificio ai sapori autentici dell’Hosteria, fino al relax rurale accompagnato dalla musica. È un ritorno alla “festa nell’aia” reinterpretato con gusto contemporaneo.

Monte delle Vigne
Monte delle Vigne nasce da un sogno nel 1983 sulle dolci colline di Ozzano Taro, ma anche da un impegno che è il risultato di una lunga storia d’amore per la terra, la natura e la tradizione. Abbiamo avuto il piacere di conoscere Clara Pinardi, collaboratrice della storica azienda; ecco le sue parole prima di lasciarvi guidare in un nuovo percorso enogastronomico.

Degustazioni tipiche
Parma è stata la prima città italiana a essere nominata Città Creativa UNESCO per la Gastronomia nel 2015. Questo riconoscimento sottolinea come la cultura del cibo sia parte integrante del tessuto sociale, economico e urbanistico della zona; non solo per i suoi prodotti tipici ma per l’intero ecosistema nato dalla produzione agricola e industria alimentare, la cultura gastronomica (ricette, storia, identità), le sue scuole specifiche e la ricerca sul cibo. Questo significa garantire una certa idea di affidabilità nel food e di unicità autentica e non costruita. Di seguito, una selezione dei luoghi simbolo per scoprire l’autenticità di ogni filiera produttiva.