Parma capitale del gusto
Dal 4 al 6 maggio 2027 ritornerà Cibus; la manifestazione di riferimento per il settore agroalimentare Made in Italy. Trend, innovazione, prodotti regionali, speciality food e, naturalmente prodotti. Cibus è un viaggio immersivo nel cuore pulsante della cultura alimentare. Se non a Parma, dove? Qui la consapevolezza alimentare è uno stile di vita.
Parma è stata la prima città italiana a essere nominata Città Creativa UNESCO per la Gastronomia nel 2015. Questo riconoscimento sottolinea come la cultura del cibo sia parte integrante del tessuto sociale, economico e urbanistico della zona; non solo per i suoi prodotti tipici ma per l’intero ecosistema nato dalla produzione agricola e industria alimentare, la cultura gastronomica (ricette, storia, identità), le sue scuole specifiche e la ricerca sul cibo. Questo significa garantire una certa idea di affidabilità nel food e di unicità autentica e non costruita.
Le meraviglie del territorio
Rappresentiamo l’area geografica con la più alta concentrazione di specialità certificate a livello nazionale, protette da rigidi disciplinari che garantiscono qualità e tradizione:
Prosciutto di Parma: È un prodotto a Denominazione di Origine Protetta (DOP), il che significa che può essere prodotto esclusivamente nelle colline della provincia di Parma. Il segreto del suo sapore risiede in una combinazione unica di fattori:
- Ingredienti Naturali: Solo due ingredienti — cosce di suino italiano selezionate e sale marino. Non sono ammessi conservanti, nitriti o nitrati.
- Il Microclima: L’aria asciutta e dolce che scende dall’Appennino (il celebre “marino”) crea le condizioni perfette per una stagionatura naturale e lenta.
- Il Marchio della Corona: Solo il vero Prosciutto di Parma riceve la marchiatura a fuoco della Corona Ducale a cinque punte, garanzia di autenticità e controllo da parte del Consorzio.
Curiosità: La stagionatura minima prevista dal disciplinare è di 12 mesi, ma le varianti da 24 o 30 mesi offrono una complessità aromatica straordinaria, ideale per palati più esigenti.
I salumi rari della bassa: Oltre ai nomi famosi, Parma spinge l’appassionato verso la zona della Bassa, la terra delle nebbie lungo il Po. Qui la scoperta si fa più intensa e di nicchia: Culatello di Zibello, Il re dei salumi, che richiede pazienza, muffe nobili e cantine umide per raggiungere la sua perfezione setosa, Spalla Cotta di San Secondo, spesso meno nota ai turisti, ma amatissima dai locali (e da Giuseppe Verdi), servita calda e tagliata a coltello. Il Salame di Felino è prodotto in un borgo specifico, con una macinatura e una concia che lo rendono unico.
Parmigiano reggiano: Il Parmigiano Reggiano DOP nasce dalla sua terra e non può essere separato da essa: ogni fase, dal latte alla stagionatura, è espressione autentica della Food Valley e del sapere dei suoi produttori.Per essere chiamato legalmente Parmigiano Reggiano, il formaggio deve essere prodotto esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bologna (a ovest del fiume Reno). La purezza è il suo punto di forza. Gli unici ingredienti ammessi sono tre: latte (prodotto da mucche alimentate solo con foraggi locali), sale, caglio (un enzima naturale). Non sono ammessi additivi, conservanti o coloranti. È un prodotto 100% naturale.
Il tempo è l’ingrediente segreto che trasforma il latte in questo capolavoro. La stagionatura minima è di 12 mesi, ma può durare molto più a lungo, cambiando il sapore e la consistenza: a 12/18 mesi il sapore è dolce con note di latte e yogurt di consistenza morbida. A 24 mesi si crea un equilibrio perfetto tra dolce e saporito con note di burro fuso. Dai 36 mesi il sapore si fa più intenso, di consistenza friabile con cristalli di tirosina.
Come riconoscerlo? Il Consorzio del Parmigiano Reggiano applica dei marchi distintivi per combattere le imitazioni (il cosiddetto Italian Sounding): la scritta puntinata, sulla crosta deve esserci la scritta “Parmigiano Reggiano” impressa a puntini su tutta la circonferenza, il Sigillo del Consorzio, ogni forma ha un numero di matricola univoco che identifica il caseificio produttore, il Bollino, oro (oltre 30 mesi), argento (oltre 22 mesi) o aragosta (oltre 18 mesi).
In Europa, il termine Parmesan può essere usato solo per il vero Parmigiano Reggiano DOP. Tuttavia, fuori dall’UE, il nome Parmesan viene spesso usato per formaggi grattugiati di scarsa qualità che non hanno nulla a che fare con la tradizione artigianale italiana.
Il latte: nel cuore della Parma Food Valley, il latte non è solo un alimento, ma il racconto di un intero ecosistema. Tradizione artigianale e maestria produttiva si fondono con il territorio per dare vita a un’eccellenza del Made in Italy, dove ogni goccia racchiude la qualità e l’anima di una terra unica.
Il Pomodoro: l’eccellenza dell’Oro Rosso nasce qui, dove i terreni rossi di Parma incontrano l’arte della coltivazione. È questo microclima unico a regalare una dolcezza rara e delicata, preservata con orgoglio dalle mani dei nostri custodi della terra, interpreti di una tradizione agricola secolare.
Mutti e Rodolfi si confermano i pilastri d’eccellenza della Parma Food Valley, portando avanti una tradizione che unisce innovazione e rispetto per la terra per esportare l’autenticità del pomodoro italiano in ogni continente.
Dove c’è Parma c’è Pasta: Il legame tra il nostro territorio e l’arte culinaria è indissolubile, e la pasta ne rappresenta l’anima più autentica. Questo distretto ha segnato la storia dell’industria alimentare: fu proprio tra le mura della città ducale che vide la luce il primo impianto automatico per la sua creazione.
Barilla è l’azienda che ha contribuito a costruire l’immagine italiana nel mondo e, pur mantenendo la sua forte identità internazionale, Barilla resta profondamente ancorata alle proprie radici: l’eccellenza del grano duro selezionato nasce infatti nel cuore dell’Emilia-Romagna, permettendo al gruppo di valorizzare le risorse della Food Valley e garantire sulle tavole una pasta realizzata esclusivamente con grano italiano.
Le conserve ittiche: dalla Via del Sale alla Food Valley: sapevi che il 70% delle acciughe consumate in Italia viene prodotto e commercializzato proprio nel distretto di Parma? Un’eccellenza ittica unica che, nonostante la distanza dal mare, rappresenta il cuore pulsante di una filiera storica e senza eguali nel Paese. Ai primi del Novecento, il dinamismo imprenditoriale di Parma trasforma la città nella capitale delle conserve ittiche: grazie alla sinergia con il settore meccanico e l’eccellenza tecnologica locale, si consolidano realtà storiche e sorgono nuovi marchi di riferimento, come Zarotti e Delicius, destinati a dominare il mercato nazionale.
Parma non è solo una città dove si mangia bene; è una sorta di “Terra Promessa” gastronomica. Un ecosistema che continua a svelare segreti attraverso diversi livelli di scoperta. una città che non urla la sua grandezza, ma la serve con eleganza, invitandoti a tornare per assaggiare quel particolare vino dei Colli di Parma o quel piatto di Vecchia Parma che non era stato notato la volta precedente.
A completare l’esperienza, la rete dei Musei del Cibo, Museo del Parmigiano Reggiano (Soragna), Museo del Prosciutto (Langhirano), Museo del Pomodoro e della Pasta (Collecchio), Museo del Vino (Sala Baganza), Museo del Salame di Felino (Felino), Museo del Culatello (Polesine Parmense) permette di trasformare un pasto in un’esperienza culturale, svelando la tecnologia e la fatica contadina dietro ogni boccone.
Curiosità culinarie
Sedersi in una trattoria tipica significa affrontare un rito sacro. Ecco la check-list essenziale:
Anolini in brodo: piccola pasta ripiena (di stracotto o formaggio) servita rigorosamente in brodo di carne.
Tortelli d’erbetta: pasta fresca ripiena di ricotta, spinaci (o biete) e sommersi di burro e Parmigiano.
Torta Fritta: la versione locale dello gnocco fritto, da mangiare bollente con i salumi.
Pesto di cavallo (Caval Pist) carne di cavallo macinata consumata cruda, un pilastro dello street food locale.
Duchessa di Parma: un raffinato dolce a base di pasta frolla, crema al cacao e granella di nocciole.
ISTRUZIONI PER L’USO:
Dove Dormire: Dado Hotel International, Strada Moletolo 84, 43122 Parma, tel. +39 0521 270037, sito web www.dadohotel.it, Century Hotel, P. le Carlo Alberto Dalla Chiesa, 5 – 43121 Parma, tel.: +39 0521 039800, sito web https://hotelcenturyparma.it/.
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) – Parma Welcome, Str. Giuseppe Garibaldi, 18, 43121 Parma PR, tel 0521 218889, sito web homepage – Informazioni turistiche su Parma e provincia.
Monte delle Vigne
Degustazioni tipiche
Parma capitale del gusto
Il Labirinto della Masone
Teatro Regio
Luoghi culturali imperdibili
Parma in un giorno
Parma in due giorni