Degustazioni tipiche

Parma è stata la prima città italiana a essere nominata Città Creativa UNESCO per la Gastronomia nel 2015. Questo riconoscimento sottolinea come la cultura del cibo sia parte integrante del tessuto sociale, economico e urbanistico della zona; non solo per i suoi prodotti tipici ma per l’intero ecosistema nato dalla produzione agricola e industria alimentare, la cultura gastronomica (ricette, storia, identità), le sue scuole specifiche e la ricerca sul cibo. Questo significa garantire una certa idea di affidabilità nel food e di unicità autentica e non costruita. Di seguito, una selezione dei luoghi simbolo per scoprire l’autenticità di ogni filiera produttiva.
Filiera del Parmigiano Reggiano
Il legame indissolubile con il territorio definisce l’autenticità del Parmigiano Reggiano DOP: la sua produzione è legalmente circoscritta alle sole province di Parma, Reggio Emilia, Modena, e a porzioni specifiche di Mantova e Bologna, rendendo ogni tentativo di imitazione privo del valore d’origine. La selezione del Parmigiano Reggiano DOP è affidata a un ristrettissimo nucleo di professionisti: i battitori. Con una squadra di soli 20 esperti in tutto il mondo, il Consorzio preserva una tradizione orale secolare, indispensabile per certificare la conformità del prodotto attraverso l’esame percussivo.
Il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano è l’ente di tutela che dal 1934 garantisce l’autenticità e la qualità di uno dei prodotti alimentari più famosi e imitati al mondo.
Il Consorzio non produce direttamente il formaggio, ma associa tutti i caseifici produttori (oltre 300) e ha tre obiettivi principali:
- Tutela: Difende la Denominazione d’Origine Protetta (DOP) a livello globale, combattendo le contraffazioni (come il generico parmesan).
- Vigilanza: Applica i marchi di qualità. Solo dopo 12 mesi di stagionatura ogni singola forma viene esaminata da un esperto del Consorzio: se supera il test, riceve il marchio a fuoco.
- Promozione: Valorizza il prodotto nel mondo e gestisce il disciplinare di produzione (le regole ferree da seguire).
Sebbene il comprensorio produttivo vanti circa 288 realtà attive, proponiamo di seguito una selezione dei caseifici nel Parmense che offrono tour guidati e degustazioni su prenotazione.
Caseificio di Saliceto: Situato a Muzzano Ponte, il Caseificio offre esperienze di visita in full experience con possibilità di visitare l’Azienda Agricola, ambiente naturale da cui proviene il latte.
Caseificio di Soragna: storica attività di produzione dal 1930, organizza un percorso guidato volto a condividere le abilità di un mestiere antico di secoli.
Azienda Agricola Giansanti: a soli otto minuti da Parma città, visite all’interno della stalla e dell’Azienda Agricola con degustazione finale di Parmigiano Reggiano.
Bertinelli Caseificio Hosteria: situato in Provincia di Parma a Noceto, la visita guida accompagna il visitatore in caseificio, nelle sale di lavorazione, magazzino con degustazione finale e/o pranzo in Hosteria.
Latteria sociale Coop. San Pier Damiani: il Caseificio San Pier Damiani è una delle realtà storiche e più rinomate situate a pochi chilometri dal centro di Parma, in Strada San Pier Damiani, San Pancrazio. È spesso citato come esempio d’eccellenza per chi desidera scoprire i segreti della “nascita” del Parmigiano Reggiano
Caseificio Ugolotti: il Caseificio Ugolotti, situato a pochi chilometri da Parma (nella zona di San Martino Sinzano), è un’altra colonna portante della produzione artigianale del Parmigiano Reggiano DOP. È molto apprezzato per la sua dimensione familiare e il forte legame con la tradizione agricola del territorio.
Società Agricola Butteri di Butteri Enzo e figli: la Società Agricola Butteri, situata a Salsomaggiore Terme rappresenta l’essenza della “filiera chiusa”. A differenza di molte latterie sociali che raccolgono il latte da diversi soci, qui tutto avviene all’interno della stessa azienda.
Caseificio Montecoppe: una delle punte di diamante della produzione di Parmigiano Reggiano, celebre per il suo connubio tra architettura moderna e tradizione secolare. Situato all’interno del Parco Regionale dei Boschi di Carrega, a Collecchio, offre un’esperienza estetica e gastronomica davvero unica.
Filiera del Prosciutto di Parma
Soprannominato il ‘Sovrano dei Salumi’, questo prodotto vanta origini antichissime e l’inconfondibile fregio della corona ducale. Il suo areale di produzione è un territorio d’eccellenza rigorosamente delimitato: la fascia collinare del parmense che si snoda tra i corsi dell’Enza e dello Stirone, restando al di sotto dei 900 metri di quota e a debita distanza dalla Via Emilia.
Il Consorzio del Prosciutto di Parma è l’organismo che, dal 1963, tutela, promuove e vigila sulla produzione di questo straordinario salume, garantendo che ogni fetta rispetti i rigorosi standard della DOP (Denominazione di Origine Protetta). Il Consorzio riunisce circa 126 produttori che è possibile verificare direttamente nel sito istituzionale.
Ecco alcuni dei luoghi più iconici nella provincia di Parma dove puoi prenotare una degustazione di Prosciutto di Parma DOP, vivendo l’esperienza direttamente nei luoghi di produzione o in contesti storici:
Prosciuttificio La Perla: situato a Langhirano, una delle realtà più aperte all’enoturismo. Organizzano tour completi che spiegano il ciclo del sale e dell’aria, concludendo con assaggi in una sala panoramica.
Prosciuttificio Conti: situato a Langhirano; una gestione familiare storica dove l’accoglienza è di casa. Le degustazioni qui permettono spesso di confrontare diverse stagionature (24, 30, 36 mesi).
Galloni (Langhirano): situato a Langhirano; un nome di prestigio internazionale. Le loro degustazioni sono spesso focalizzate sull’alta qualità e sulle selezioni riserva.
Degustazioni in Centro a Parma (Salumerie Storiche)
Se preferite rimanere in città senza spostarvi in collina, ci sono istituzioni del gusto che offrono degustazioni d’eccellenza:
Silvano Romani: Diversi punti vendita in città che sono vere e proprie boutique del gusto, dove il prosciutto viene affettato a regola d’arte davanti agli occhi.
Salumeria Garibaldi: Un locale storico in pieno centro dove ci si può sedere per un tagliere veloce o una degustazione guidata dei prodotti della Food Valley.
Curiosità
La provincia ospita un circuito affascinante chiamato I Musei del Cibo, situati in luoghi storici come castelli, corti medievali e antichi caseifici. Ecco una guida ai principali poli espositivi per scoprire la storia e la cultura dei prodotti che hanno reso Parma famosa nel mondo:
Museo del Parmigiano Reggiano (Soragna)
Ospitato in un antico casello ottocentesco all’interno del complesso della Rocca Meli Lupi.
Cosa vedrete: Oltre 120 oggetti che raccontano l’evoluzione del “Re dei Formaggi”, dagli attrezzi medievali alle moderne tecniche di stagionatura.
Curiosità: Il museo è circolare, proprio come una forma di Parmigiano.
Museo del Prosciutto di Parma (Langhirano)
Situato nell’ex Foro Boario, nel cuore pulsante della zona di produzione.
Cosa vedrete: Un percorso che va dall’allevamento del suino alla maestria della salagione, spiegando perché l’aria di Langhirano è l’ingrediente segreto.
Da non perdere: La sezione dedicata all’archeologia del salume.
Museo del Salame di Felino (Felino)
Si trova nelle suggestive cantine del Castello di Felino.
Cosa vedrete: La storia del “Principe dei Salami”, con particolare attenzione al legame tra il prodotto, il territorio collinare e le tecniche di insaccamento.
Museo del Vino (Sala Baganza)
Allestito nelle cantine della Rocca di Sala Baganza.
Cosa vedrete: Un viaggio nella viticoltura parmense (Malvasia in primis). Il percorso scende nei sotterranei dove si esplora il processo di vinificazione e l’evoluzione delle bottiglie.
Museo della Pasta (Collecchio)
Situato nella splendida Corte di Giarola, insieme al Museo del Pomodoro.
Cosa vedrete: La storia del grano, i primi pastifici industriali (come Barilla) e una collezione incredibile di trafile per pasta di ogni forma immaginabile.
Museo del Pomodoro (Collecchio)
Sempre all’interno della Corte di Giarola.
Cosa vedrete: L’epopea dell'”Oro Rosso”. Dalla sua introduzione come pianta ornamentale alla nascita dell’industria conserviera che ha cambiato l’economia di Parma.
Altri musei del circuito
Museo del Culatello di Zibello (Polesine Parmense): Situato nell’Antica Corte Pallavicina, esplora il salume più pregiato della Bassa.
Museo del Fungo Porcino di Borgotaro (Albareto/Borgo Val di Taro): Dedicato alle eccellenze dell’Appennino.
Esplorare queste terre significa attraversare un confine invisibile, dove la modernità sfuma in un’eternità densa di storia. Vi accoglieranno professionisti pronti a trasformare il vostro viaggio in un’esperienza ricca ed emozionante.
Istruzioni per l’uso
Dove Dormire: Dado Hotel International, Strada Moletolo 84, 43122 Parma, tel. +39 0521 270037, sito web www.dadohotel.it, Century Hotel, P. le Carlo Alberto Dalla Chiesa, 5 – 43121 Parma, tel.: +39 0521 039800, sito web https://hotelcenturyparma.it/.
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) – Parma Welcome, Str. Giuseppe Garibaldi, 18, 43121 Parma PR, tel 0521 218889, sito web homepage – Informazioni turistiche su Parma e provincia.
TEP Trasporti pubblici, Via Taro 12, 43125 Parma, Tel. 0521.2141, sito web Tep – Trasporti pubblici Parma.
INFORMAZIONI DETTAGLIATE: Parma Food Valley – Dove il cibo è molto di più
FILIERA DEL PARMIGIANO REGGIANO: www.parmigianoreggiano.com
FILIERA DEL PROSCIUTTO DI PARMA: www.prosciuttodiparma.com
MUSEI DEL CIBO: www.museidelcibo.it

Borgo Giacomo Tommasini
Parma è una città che custodisce la sua anima più autentica non solo nei grandi monumenti, ma soprattutto nella trama intima e affascinante dei suoi borghi.
A differenza di altre città che usano il termine “vie” o “strade”, a Parma il centro storico è solcato da “borghi”. Questa non è solo una scelta nominale, ma l’espressione di un’identità: i borghi evocano un senso di raccolta intimità, di vicinato e di una dimensione a misura d’uomo che resiste al passare dei secoli. Oggi i borghi sono luoghi di incontro, di botteghe di quartiere, di caffè storici e di una vivacità culturale che unisce le radici tradizionali della città alla sua contemporaneità. Ogni borgo custodisce un frammento dell’identità collettiva di Parma, trasformando ogni passeggiata in un’esperienza di scoperta e di appartenenza. Esploriamo insieme Borgo Giacomo Tommasini.

Fontanellato: il rifugio alchemico
In un mondo continuamente in corsa, ossessionato dall’omologazione e dalla frenesia, varcare la soglia di Fontanellato regala la sensazione di accedere a un’altra dimensione. Un’oasi custodita nel tempo, fatta di antiche botteghe, portici accoglienti e ritmi a misura d’uomo, dove ci si può fermare su una panchina a guardare la vita che scorre. Un domani che sceglie di fare tesoro di ieri.

Cosa vedere nei dintorni
Attorno a Parma, la piccola e nobile Capitale del buon gusto, è tutto un susseguirsi di Castelli, Parchi Naturali e borghi che richiamano il Piccolo Mondo Antico. Gli itinerari che vi proponiamo non hanno l’ambizione di essere esaustivi, considerateli piuttosto un suggerimento per incentivarvi a scoprire il territorio in tutta la sua splendida bellezza.

Dove dormire a Parma: zone migliori e consigli per il tuo soggiorno
Parma è una città a misura d’uomo, perfetta da esplorare camminando. Il suo centro storico è pianeggiante, in gran parte pedonale o a traffico limitato, e racchiude secoli di storia, arte e straordinaria cultura gastronomica a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro. Tuttavia, a seconda della tipologia del vostro soggiorno, possiamo selezionare il quartiere ideale per voi.

Esperienze originali
Il significato etimologico di insolito si riferisce a ciò che va oltre la consuetudine e di conseguenza a ciò che non è familiare o non fa parte dell’abitudine. I soliti pochi giorni a Parma bastano appena per i grandi classici. Se invece cercate qualcosa di diverso, ecco i luoghi più insoliti e fuori dai radar che dovete assolutamente vedere.

Cosa fare nel weekend
Prepara la tua prossima fuga in una città che è sempre una promessa di eventi.
Ecco un itinerario con gli appuntamenti da non perdere da abbinare alla visita di un weekend all’insegna della parmigianità. Ecco una combinazione dei nostri itinerari principali.

Weekend romantico a Parma
Passeggiare tra i vicoli del centro storico dove ogni elemento architettonico sembra essersi cristallizzato nel tempo, o immersi nel verde del Parco della Cittadella. E scoprire nuovi sapori lasciandosi guidare dai ristoratori locali. Ancora oggi, a distanza di secoli i parmigiani chiamano affettuosamente la duchessa Maria Luigia, “La Buona Duchessa”, per via del legame profondo, viscerale e reciproco tra una sovrana e il suo popolo; la storia d’amore ideale per accompagnarvi in un fine settimana romantico.

Azienda Agricola Bertinelli
L’anima del Parmigiano Reggiano risiede in 366 caseifici che agiscono come sentinelle del territorio, proteggendo un’eredità artigianale che rifiuta le logiche della produzione industriale di massa. L’Azienda Agricola Bertinelli rappresenta un perfetto equilibrio tra eredità storica e visione moderna. Partendo dalla produzione d’eccellenza del Parmigiano Reggiano, l’azienda ha saputo tessere una rete di esperienze che trasformano la semplice visita in un’immersione totale: dalla didattica in caseificio ai sapori autentici dell’Hosteria, fino al relax rurale accompagnato dalla musica. È un ritorno alla “festa nell’aia” reinterpretato con gusto contemporaneo.

Monte delle Vigne
Monte delle Vigne nasce da un sogno nel 1983 sulle dolci colline di Ozzano Taro, ma anche da un impegno che è il risultato di una lunga storia d’amore per la terra, la natura e la tradizione. Abbiamo avuto il piacere di conoscere Clara Pinardi, collaboratrice della storica azienda; ecco le sue parole prima di lasciarvi guidare in un nuovo percorso enogastronomico.

Degustazioni tipiche
Parma è stata la prima città italiana a essere nominata Città Creativa UNESCO per la Gastronomia nel 2015. Questo riconoscimento sottolinea come la cultura del cibo sia parte integrante del tessuto sociale, economico e urbanistico della zona; non solo per i suoi prodotti tipici ma per l’intero ecosistema nato dalla produzione agricola e industria alimentare, la cultura gastronomica (ricette, storia, identità), le sue scuole specifiche e la ricerca sul cibo. Questo significa garantire una certa idea di affidabilità nel food e di unicità autentica e non costruita. Di seguito, una selezione dei luoghi simbolo per scoprire l’autenticità di ogni filiera produttiva.