Borgo Riccio

Nel centro storico di Parma, tra strade eleganti, antichi palazzi e angoli pieni di ricordi, si trova Borgo Riccio, una piccola via dal fascino semplice. Lontano dai luoghi più frequentati dai turisti, questa strada mostra una delle tante tracce della storia della città di Parma.
È un posto dove l’atmosfera cittadina si vede nelle costruzioni, nei dettagli di ogni giorno e in un modo tutto suo di vivere il vicinato.
Parma è famosa soprattutto per il Duomo, il Battistero, il Teatro Farnese e per i suoi prodotti tipici. Tuttavia, il lato più autentico della città si trova spesso nelle vie secondarie, nei borghi e nei passaggi meno conosciuti dalle guide turistiche. Borgo Riccio fa parte di questa zona più nascosta. È una strada dove si può vedere Parma da una prospettiva più intima, con edifici storici, portoni, facciate dai colori tenui e scorci che invitano a prendersi il tempo per guardare.
Origini del nome
La strada Borgo Riccio a Parma, spesso abbreviata semplicemente in Borgo Riccio, deve il suo nome a Domenico de’ Marenghi, noto come Riccio da Parma. Il condottiero e uomo d’arme, vissuto tra il XV e il XVI secolo, è ricordato per essere stato uno dei 13 cavalieri italiani che affrontarono e sconfissero i francesi nella celebre Disfida di Barletta il 13 febbraio 1503.
Il soprannome “Riccio” derivava da una caratteristica fisica ereditaria: il padre del condottiero, Cristoforo, era a sua volta un uomo d’arme conosciuto come “Riccio di Soragna” per via dei suoi vistosi capelli ricci. La via nel centro storico di Parma è stata quindi intitolata a Domenico de’ Marenghi per celebrarne il valore militare e il legame con la città.
Passeggiate solitarie
Passeggiando lungo Borgo Riccio, si nota soprattutto la continuità delle case storiche. Le abitazioni, spesso basse, mostrano caratteristiche tipiche dei centri urbani emiliani.
Le facciate sono semplici. Le finestre sono allineate. Ci sono persiane, portoni in legno e cortili interni che fanno pensare a una vita condominiale sviluppata nel tempo. Non aspettatevi una strada monumentale nel senso tradizionale del termine. Il suo valore sta nell’insieme.
Ogni dettaglio aiuta a creare un’atmosfera particolare. Una targa, un balcone in ferro battuto, un intonaco consumato, una decorazione sopra un ingresso o la luce che si riflette sulle pareti nelle diverse ore del giorno. Questa dimensione quotidiana è una delle caratteristiche più interessanti del centro storico di Parma. La città non si mostra solo con grandi monumenti separati. Si presenta anche con una rete di strade e borghi dove la storia resta dentro la vita di oggi.
Borgo Riccio fa parte di questo equilibrio tra memoria e modernità. Un luogo da vivere lentamente Il modo migliore per scoprire Borgo Riccio è camminarci senza fretta. Si può inserire questa strada in un percorso a piedi nel centro di Parma. Si collega così alle principali attrazioni culturali e artistiche della città. Si può partire da Piazza Duomo, poi continuare verso le vie del centro e includere i borghi storici. Si alternano così monumenti famosi e angoli meno conosciuti. Durante il percorso, si può vedere la varietà della vita urbana. I residenti tornano a casa. Le biciclette sono appoggiate ai muri. Ci sono piccoli negozi, studenti e visitatori. Parma è una città vivace, ma non caotica. Questa qualità si nota soprattutto nelle vie secondarie. Borgo Riccio offre quindi un’esperienza diversa rispetto alle piazze più frequentate. Non è un posto da attraversare in fretta, ma uno spazio da osservare con attenzione. La sua atmosfera cambia molto a seconda della stagione. In primavera le finestre e i piccoli balconi si riempiono di piante e fiori. In autunno i colori più caldi delle facciate si fondono con la luce bassa. D’inverno la strada diventa più silenziosa e raccolta. Anche la sera, quando le luci dei locali e delle case illuminano i prospetti, il borgo resta elegante e riservato.
Cosa visitare nelle immediate vicinanze
La posizione al centro della città rende Borgo Riccio interessante anche per i visitatori di passaggio. Parma ha infatti molte attrazioni concentrate in un’area piccola. In pochi minuti si possono raggiungere il complesso della Cattedrale e del Battistero, il Teatro Regio, Piazza Garibaldi, il Palazzo della Pilotta e il Teatro Farnese. Accanto a questi luoghi, il centro storico conserva molti angoli meno conosciuti che aiutano a capire la struttura originale della città.
I borghi sono spesso collegamenti naturali tra piazze, chiese, palazzi e zone commerciali. Camminare lungo queste strade vuol dire leggere la città come un racconto continuo. Ogni tratto aggiunge un capitolo. Chi visita Parma può quindi vedere Borgo Riccio come un’occasione per uscire dai percorsi più comuni.
Borgo Riccio è una presenza discreta ma importante nel centro storico di Parma. Non cerca di imporsi con la monumentalità. Invece, conquista grazie all’atmosfera, alla continuità architettonica e al rapporto diretto con la vita quotidiana. È uno di quei luoghi che ricordano come l’identità di una città non viva solo nei suoi monumenti più famosi, ma anche nelle strade meno note, nei borghi e negli spazi che gli abitanti attraversano ogni giorno. Visitare Borgo Riccio vuol dire prendersi una pausa. Si osservano i dettagli e ci si lascia guidare dalla curiosità. In questo piccolo angolo di Parma, storia e presente vivono insieme in modo semplice. Offrono a chi visita un’immagine vera e raffinata della città emiliana.
Nelle immediate vicinanze è possibile visitare:
APE Parma Museo
Situato in Strada Farini, l’APE Parma Museo è un innovativo centro culturale e museale recentemente istituito dalla Fondazione Monteparma, precisamente nel 2018 con l’intento di valorizzare un palazzo chiuso al pubblico e trasformarlo in un centro culturale e museale per tutti i cittadini e i visitatori.
APE come Arti, Performance, Eventi, ambizioso progetto, riuscito, ormai è il caso di dirlo grazie alle mostre che negli anni si sono susseguite negli spazi espositivi e agli studiosi ed esperti che ne hanno animato i dibattiti.
Due sale fisse dedicate ad Amedeo Bocchi e all’esposizione delle sue meravigliose opere donate nel tempo dagli eredi dell’artista. Parmigiano, allievo di Cecrope Barilli, nonostante le influenze pittoriche della scuola romana dei primi del Novecento, intraprende una sua strada personale rivolta a una pittura più impegnata e attenta al sociale.
Eppure, è nel ritrarre le figure femminili che eccelle e raggiunge picchi emotivi che difficilmente sfuggiranno anche al visitatore più disattento. Forse per via del legame con queste figure femminili; Bocchi era solito ritrarre donne appartenenti alla sua sfera familiare catturandone la bellezza e trasferendo su tela l’amore nei loro confronti. L’intenso lirismo che le opere di Bocchi ci trasmettono è il risultato di un trasporto nei confronti degli aspetti più autentici che caratterizzano le nostre vite. È così che una donna immersa in un paesaggio stilizzato, colta nell’atto di nascondersi, ripiegata su se stessa, con il vestito e capelli dello stesso color nero corvino che risaltano sulla pelle bianca delle braccia e della porzione di schiena scoperta, ci trasporta in un dolore di cui non sappiamo nulla ma che riusciamo a sentire.
Una sala polifunzionale è permanente è dedicata invece, a Renato Vernizzi. Parmigiano, figlio dell’Oltretorrente. Si forma nella bottega del padre ma è a Milano che acquisisce una sua spiccata predisposizione per il disegno e le illustrazioni collaborando con riviste dell’epoca.
Si avvicina al chiarismo con l’intento di catturare la luce in tutte le sue accezioni e si interessa ai movimenti suoi contemporanei ma anche a Diego Velàsquez, Frans Hals, Francisco Goya, Édouard Manet e Giovanni Boldini. La sua era una personale ricerca di espressione artistica. Un autentico bisogno di sfuggire alle catalogazioni che tanto sono care agli accademici e non necessariamente agli artisti.
Le ultime due mostre appena terminate sono state: Giovannino Guareschi fotografo. Uno sguardo d’autore in bianco e nero, e Manicomio occupato!
Giovannino Guareschi fotografo. Uno sguardo d’autore in bianco e nero, curata da Carla Dini, ha raccolto le stampe tipografiche di riproduzioni digitali di fotografie analogiche e disegni autografi che testimoniano la versatilità e il personale sguardo ironico dell’autore. Ironia che ha caratterizzato tutta la sua produzione culturale.
Manicomio occupato! ha raccontato l’occupazione del manicomio di Colorno il 02 febbraio 1969 da parte degli studenti della Facoltà di Medicina dell’università di Parma e di Mario Tommasini, politico parmigiano illuminato a fianco dei degenti e del personale sanitario operativo dell’epoca. Le fotografie di Giovanni Ferraguti e Franco Furoncoli appartengono al materiale d’archivio della Fondazione Mario Tommasini. L’occupazione fu un’iniziativa volta a contestare le Istituzioni psichiatriche dell’epoca e di promuovere un nuovo modo di gestione delle malattie mentali.
L’evento si pose come atto anticipatorio della rivoluzione di Franco Basaglia che si concluse nel 1978 con la riforma psichiatrica e la Legge 180.
Palazzo Tarasconi
Non lontano da APE Parma Museo, al numero 37 di Strada Farini, Palazzo Tarasconi, è un centro culturale, il cui edificio risale al XVI secolo e fu costruito da Scipione e Alessandro Tarasconi e che dal 2015 grazie a un attento intervento è promotore di numerose mostre prestigiose.
Il palazzo mantiene un modello tipico dei palazzi rinascimentali romani e fiorentini. Doppio loggiato aperto con due scaloni principali agli angoli opposti: lo scalone d’onore situato a nord-est e una scala elicoidale sulla quale s’inseriscono colonne tuscaniche a sud-ovest.
L’ingresso del museo concede al visitatore l’attraversamento di un locale che permette di vedere la stratificazione del tempo attraverso resti delle mura tardo-antiche della città, una necropoli longobarda e il basamento delle mura romane.
Per gli amanti del genio Caravaggio; in arrivo un importante mostra dall’11 novembre dedicata all’influenza del maestro su un numeroso gruppo di artisti tra i quali saranno esposte opere di Bartolomeo Manfredi, Antiveduto Gramatica, Orazio Gentileschi, Massimo Stanzione, Guido Reni, Simone Cantarini, Stomer, De Ribera, Van der Helst. L’opera conclusiva del percorso espositivo sarà, L’incredulità di San Tommaso, simbolo del percorso artistico del Caravaggio e sintesi combinatoria di realismo, spiritualità e luce.
Palazzo Bossi Bocchi
Meno conosciuto dai visitatori e sede della Fondazione Cariparma, segni di Palazzo Bossi Bocchi risalgono al XVI secolo in periodo visconteo anche se l’attuale derivazione è frutto di una serie di interventi e ristrutturazioni da parte del nobile proprietario Francesco Antonio Pelati nei primi decenni dell’Ottocento. La pianta è trapezoidale e l’edificio verrà arricchito poi dalla nuova proprietaria Leonida Bocchi nel 1911 con l’introduzione di una loggetta.
Quattro i fondi principali: la Collezione Renato Bruson custodisce importanti opere dell’Ottocento italiano, importanti libri d’artista pubblicati tra fine XIX e inizi XX secolo della Donazione Mingardi, simbolo della storia dell’editoria europea. Il Fondo Cartamoneta e l’Archivio di Carlo Bavagnoli testimonianza del fotogiornalismo italiano.
Ad arricchire i quattro fondi altre importanti opere, donazioni, dipinti, sculture simbolo della storia parmigiana e non solo. Meritano una menzione speciale le maioliche della Donazione dei fratelli Edoardo e Domitilla Garbarino e le opere fiamminghe della Donazione dei fratelli Maria e Andrea Gozza.
Una particolare menzione è per le opere e disegni del maestro ferrarese Giovanni Boldini, testimone indiscusso dell’alta società e sensibile interprete della Belle Époque e di Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini.
La Sala del Parmigianino è invece, custode dell’omonimo Autoritratto eseguito a penna e di otto incisioni all’acquaforte.
ISTRUZIONI PER L’USO: Dove Dormire: Dado Hotel International, Strada Moletolo 84, 43122 Parma, tel. +39 0521 270037, sito web www.dadohotel.it, Century Hotel, P. le Carlo Alberto Dalla Chiesa, 5 – 43121 Parma, tel.: +39 0521 039800, sito web https://hotelcenturyparma.it/.
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) – Parma Welcome, Str. Giuseppe Garibaldi, 18, 43121 Parma PR, tel 0521 218889, sito web homepage – Informazioni turistiche su Parma e provincia.
TEP Trasporti pubblici, Via Taro 12, 43125 Parma, Tel. 0521.2141, sito web Tep – Trasporti pubblici Parma.
FONDAZIONE CARIPARMA strada al ponte Caprazucca, 4 , 43121 Parma, Centralino: 0521-532111, Sito web www.fondazionecrp.it
APE PARMA MUSEO Str. Luigi Carlo Farini, 32/a, 43121 Parma, Telefono: 0521 2034, sito web APE Parma Museo: Mostre – Sale espositive – Eventi
PALAZZO TARASCONI Str. Luigi Carlo Farini, 37, 43100 Parma PR, Telefono: 333 997 0101, sito web Home – Palazzo Tarasconi.

Borgo Riccio
Nel centro storico di Parma, tra strade eleganti, antichi palazzi e angoli pieni di ricordi, si trova Borgo Riccio, una piccola via dal fascino semplice. Lontano dai luoghi più frequentati dai turisti, questa strada mostra una delle tante tracce della storia della città di Parma. È un posto dove l’atmosfera cittadina si vede nelle costruzioni, nei dettagli di ogni giorno e in un modo tutto suo di vivere il vicinato.
Parma è famosa soprattutto per il Duomo, il Battistero, il Teatro Farnese e per i suoi prodotti tipici. Tuttavia, il lato più autentico della città si trova spesso nelle vie secondarie, nei borghi e nei passaggi meno conosciuti dalle guide turistiche. Borgo Riccio fa parte di questa zona più nascosta. È una strada dove si può vedere Parma da una prospettiva più intima, con edifici storici, portoni, facciate dai colori tenui e scorci che invitano a prendersi il tempo per guardare.

Muoversi a Parma senza auto
Se sei in visita a Parma, l’auto è quasi sempre il mezzo meno comodo. Il centro storico si attraversa a piedi in un quarto d’ora, è pianeggiante e in buona parte chiuso al traffico. Per tutto il resto ci sono gli autobus urbani a 2,00 € per 80 minuti, bici e monopattini in sharing sbloccabili da app, il car sharing che entra in ZTL senza permessi e i taxi attivi 24 ore su 24. E per uscire dalla città — Colorno, Fidenza, Salsomaggiore, Torrechiara, Fontanellato — ci sono treni e autobus extraurbani che partono dalla stazione.

Borgo del Naviglio
Parma non è una città costruita interamente intorno a un grande fiume navigabile come Venezia o Ferrara. Tuttavia, nei secoli ha avuto un rapporto importante con l’acqua. Il torrente Parma, i canali e le derivazioni artificiali hanno aiutato la crescita urbana, hanno fornito acqua ai mulini e alle manifatture, irrigato le campagne e permesso il trasporto di alcune merci.

Mercanteinfiera: come si visita senza impazzire?
Mille espositori, padiglioni che sembrano non finire mai, mobili d’epoca accanto a lampade di design e scatole di fotografie anonime. Mercanteinfiera è il più grande appuntamento europeo dedicato ad antiquariato, modernariato e collezionismo, e lo scorso autunno ha richiamato a Parma 56.000 visitatori. Bellissimo, sì. Ma anche il posto perfetto per uscire con i piedi distrutti, nessun acquisto fatto e la sensazione di aver visto tutto senza aver guardato niente.

Dove parcheggiare a Parma: ZTL, aree gratuite e sosta a ore
Il centro storico di Parma è protetto da una ZTL con varchi elettronici attivi tutti i giorni, domenica compresa, dalle 7:30 alle 19:30. Il modo più semplice per non sbagliare è lasciare l’auto fuori: nei parcheggi scambiatori gratuiti alle porte della città, collegati al centro con bus, oppure in uno dei parcheggi coperti a pagamento a ridosso della ZTL, come il Toschi, vicino al Palazzo della Pilotta. Sulle strisce blu si paga da 1,20 a 1,50 € l’ora, con app o parcometro. Se entri in ZTL per errore, puoi regolarizzare il passaggio con 15 € entro la mezzanotte del giorno dopo.

Frammenti di cultura urbana: il caso di Borgo delle Colonne
Il portico rappresenta molto più di un semplice riparo architettonico: è il cuore pulsante della vita sociale e comunitaria nelle città e, in Emilia-Romagna ne è il simbolo. Questa struttura trasforma radicalmente il modo di vivere e lo spazio urbano, fondandosi su pilastri ben precisi.

Come arrivare alle Fiere di Parma: auto, bus, treno e aereo
Le Fiere di Parma si trovano in Viale delle Esposizioni 393A, a nord della città. In auto si arriva direttamente dal casello dell’A1 senza attraversare il centro, e il quartiere dispone di oltre 9.000 posti auto. Dal centro città e dalla stazione ferroviaria, nei giorni di manifestazione, è attivo un bus a pagamento con corse ogni 30 minuti: dalla stazione al quartiere fieristico sono 15 minuti. L’aeroporto Giuseppe Verdi è adiacente alla struttura.

Borgo Giacomo Tommasini
Parma è una città che custodisce la sua anima più autentica non solo nei grandi monumenti, ma soprattutto nella trama intima e affascinante dei suoi borghi.
A differenza di altre città che usano il termine “vie” o “strade”, a Parma il centro storico è solcato da “borghi”. Questa non è solo una scelta nominale, ma l’espressione di un’identità: i borghi evocano un senso di raccolta intimità, di vicinato e di una dimensione a misura d’uomo che resiste al passare dei secoli. Oggi i borghi sono luoghi di incontro, di botteghe di quartiere, di caffè storici e di una vivacità culturale che unisce le radici tradizionali della città alla sua contemporaneità. Ogni borgo custodisce un frammento dell’identità collettiva di Parma, trasformando ogni passeggiata in un’esperienza di scoperta e di appartenenza. Esploriamo insieme Borgo Giacomo Tommasini.

Fontanellato: il rifugio alchemico
In un mondo continuamente in corsa, ossessionato dall’omologazione e dalla frenesia, varcare la soglia di Fontanellato regala la sensazione di accedere a un’altra dimensione. Un’oasi custodita nel tempo, fatta di antiche botteghe, portici accoglienti e ritmi a misura d’uomo, dove ci si può fermare su una panchina a guardare la vita che scorre. Un domani che sceglie di fare tesoro di ieri.

Cosa vedere nei dintorni
Attorno a Parma, la piccola e nobile Capitale del buon gusto, è tutto un susseguirsi di Castelli, Parchi Naturali e borghi che richiamano il Piccolo Mondo Antico. Gli itinerari che vi proponiamo non hanno l’ambizione di essere esaustivi, considerateli piuttosto un suggerimento per incentivarvi a scoprire il territorio in tutta la sua splendida bellezza.