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Borgo del Naviglio

Ottobre 12, 2026

C’è un quadro di Giuseppe Alinovi alla Fondazione Cariparma. Il titolo già indica il soggetto principale di questo approfondimento: Borgo del Naviglio, nel cuore del centro storico di Parma, tra vecchi palazzi, botteghe, portici e insegne dal sapore tradizionale. Oggi sembra una strada tranquilla, inserita nel contesto elegante e raccolto del centro. Il suo nome però, già ci rivela e, il quadro ne documenta la veridicità, che ci fu un tempo in cui il Naviglio era davvero presente nella vita di Parma.

Per questo prima di passeggiare a Borgo del Naviglio, vi consigliamo di ammirare il quadro di Alinovi alla Fondazione Cariparma e di visitare i vari dipinti paesaggistici custoditi al Palazzo della Pilotta. In questo modo potrete ottenere una visione più completa del territorio.

Parma non è una città costruita interamente intorno a un grande fiume navigabile come Venezia o Ferrara. Tuttavia, nei secoli ha avuto un rapporto importante con l’acqua. Il torrente Parma, i canali e le derivazioni artificiali hanno aiutato la crescita urbana, hanno fornito acqua ai mulini e alle manifatture, irrigato le campagne e permesso il trasporto di alcune merci.

Per capire il significato storico della zona, è utile ricordare quanto fossero importanti i corsi d’acqua prima che arrivassero le infrastrutture moderne. I canali avevano molte funzioni. Potevano muovere ruote idrauliche, sostenere la lavorazione dei tessuti, aiutare la produzione artigianale e rendere più facile il trasporto delle merci. In alcuni casi servivano anche per lo smaltimento degli scarichi, con effetti non sempre positivi sull’igiene della città.

La presenza del Naviglio faceva parte di un sistema più grande di acque artificiali e naturali che attraversava il territorio parmense. L’organizzazione dell’acqua nelle campagne e in città richiedeva conoscenze tecniche, manutenzione continua e accordi tra autorità, proprietari terrieri e comunità. Gestire l’acqua era una questione economica e politica, oltre che ambientale.

Con l’industrializzazione e la modernizzazione urbana, molte funzioni dei canali vennero meno. Le strade ferrate, le nuove vie di comunicazione e i trasporti su gomma cambiarono radicalmente il rapporto tra città e acqua. Alcuni corsi furono coperti, deviati o trasformati. Altri persero la funzione produttiva originale. La città puntò sempre più sulla mobilità stradale e su una crescita edilizia che spesso tendeva a nascondere gli elementi naturali.

Il nome di Borgo del Naviglio resta come segno di un periodo passato, quando l’acqua si vedeva, si usava e si sentiva come parte della vita della città. Anche se il paesaggio di oggi non mostra del tutto la situazione di secoli fa, il nome permette di collegare la strada a una storia più antica.

Il dipinto di Alinovi restituisce con particolare efficacia l’immagine del Naviglio, frutto della confluenza dei principali canali cittadini — il Canale Comune e il Canale Maggiore — lungo il Borgo del Naviglio, offrendo al tempo stesso una vivida testimonianza dell’attività quotidiana delle lavandaie. La scena non si limita a rappresentare un semplice scorcio urbano o un episodio di vita popolare, ma diventa il punto d’incontro tra la dimensione paesaggistica e quella sociale della città. Attraverso la presenza delle donne intente al lavoro, delle architetture affacciate sull’acqua e dei percorsi attraversati dagli abitanti, l’opera restituisce infatti il tessuto umano e comunitario che animava quel luogo, rivelandone consuetudini, relazioni e dinamiche di vita quotidiana. Possiamo considerare i suoi quadri una forma di fotogiornalismo ante litteram perché quelle immagini di povere case, più o meno diroccate e personaggi atti a svolgere lavori umili e miseri furono oggetto di interventi assistenziali da parte della duchessa Maria Luigia.

All’Alinovi, non particolarmente fortunato per gloria in ambito accademico, era molto caro il dipinto paesaggistico tanto da essere profondamente ammirato dalla Duchessa Maria Luigia d’Austria.

Cosa rimane oggi?

Uno degli aspetti più interessanti di Borgo del Naviglio è la possibilità di vedere un’architettura meno conosciuta rispetto ai grandi monumenti cittadini. Questo però non la rende meno importante. Anche la qualità di un centro storico dipende dagli edifici comuni, dalle facciate senza molti ornamenti, dai cortili e dagli spazi di passaggio.

Le case del borgo possono mostrano murature antiche, cambiamenti fatti nell’Ottocento e lavori più recenti. Si possono riconoscere le diverse epoche dalla forma delle finestre, dai materiali, dai colori degli intonaci e dalla presenza di elementi decorativi. Alcune facciate sono semplici e lineari. Altre hanno cornici, balconi o dettagli che mostrano come il gusto sia cambiato nel tempo.

Il rapporto tra spazio pubblico e spazio privato è molto importante. Il borgo non è solo una fila di facciate. È un sistema di soglie: portoni, androni, cortili, passaggi e ingressi. 

L’Avèrta, chiamata anche Svèrta nel corso della storia, è uno dei posti più interessanti e poco conosciuti di Parma. Si trova in Borgo del Naviglio, numero 25. È un luogo che conserva la memoria visiva e l’aspetto urbano dell’antica Parma d’acqua del Medioevo.

L’area dell’Avèrta era al centro delle attività legate all’acqua. Qui c’erano grandi lavatoi pubblici dove le lavandaie facevano il loro lavoro. Queste donne sono state immortalate in un dipinto di Giuseppe Alinovi e in opere di altri vedutisti dell’Ottocento.

L’area oggi è diversa rispetto a quel tempo. Nell’Ottocento i canali sono stati coperti per motivi igienici e l’antico porto è scomparso dalla vista. Oggi lo spazio è stato ripristinato e rinnovato, diventando una piazzetta e un’area per il relax, chiamata Parco dell’Avèrta.

L’area è circondata dalle interessanti mura dell’ex carcere di San Francesco. Proprio di fronte alla targa dell’Avèrta, si possono ancora vedere alcune case medievali ben conservate. Queste case mostrano i resti di antiche finestre gotiche.

Dal Medioevo al contemporaneo

Il Naviglio non è solo storia artistica e urbana: è anche storia di resistenza. Durante gli anni del fascismo, nel 1922, il quartiere di Borgo del Naviglio divenne uno dei centri principali della lotta antifascista. Quando le camicie nere di Italo Balbo attaccarono Parma, gli abitanti del rione, soprattutto operai, ferrovieri e artigiani, si organizzarono per difendere la loro terra. L’azione fu guidata dall’anarchico Antonio Cieri, che con pochi mezzi riuscì a costruire barricate usando i banchi della chiesa della Santissima Trinità. Le strade furono trasformate in trincee, e donne, vecchi e bambini presero parte alla difesa lanciando tegole contro gli assalitori. Nonostante gli attacchi, il Naviglio resistette.

Oggi, camminando per Borgo del Naviglio, è possibile riconoscere i segni di quel tempo: una targa commemorativa per Antonio Cieri, una lapide e un’informativa del Comune che ricordano gli eventi del 1922. Il percorso delle barricate è diventato parte di un itinerario storico aperto, una strada che permette di vivere la memoria del passato. Il Naviglio, un tempo simbolo di vita e commercio, è diventato un punto di resistenza e di identità. È un luogo che, anche oggi, parla di forza, di comunità e di lotta per i valori.

Curiosità

Era proprio in Borgo del Naviglio 23 all’angolo con la piazzetta dell’Avèrta nell’antica Osteria di Spartaco Speculati che gli Arditi del popolo; giovani lavoratori impegnati nella lotta antifascista si organizzavano.

Oggi, dove una volta c’era l’antica Osteria Speculati, non si trova più un ristorante o un locale aperto al pubblico. L’edificio è ora un edificio residenziale privato. Non ci sono più le luci calde della cucina, non ci sono più le voci che si alzano nel locale, non ci sono più i clienti che entravano per mangiare e parlare. Ora è silenzio. È una casa. Una casa che non parla, che non ricorda, ma che resta lì, in mezzo alle strade di Parma. E quel posto che ha visto tanto, che ha retto tanta storia, oggi dorme libero.

ISTRUZIONI PER L’USO: Dove Dormire: Dado Hotel International, Strada Moletolo 84, 43122 Parma, tel. +39 0521 270037, sito web www.dadohotel.it, Century Hotel, P. le Carlo Alberto Dalla Chiesa, 5 – 43121 Parma, tel.: +39 0521 039800, sito web https://hotelcenturyparma.it/.

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT-R) – Parma Welcome, Str. Giuseppe Garibaldi, 18, 43121 Parma PR, tel 0521 218889, sito web homepage – Informazioni turistiche su Parma e provincia.

TEP Trasporti pubblici, Via Taro 12, 43125 Parma, Tel. 0521.2141, sito web Tep – Trasporti pubblici Parma.

FONDAZIONE CARIPARMA strada al ponte Caprazucca, 4 , 43121 Parma, Centralino: 0521-532111, Sito web www.fondazionecrp.it

COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA Piazzale della Pilotta, 15 I 43121 Parma, Telefono: 0521 233617, Sito web Home – Complesso Monumentale della Pilotta

Borgo Riccio

Ottobre 26, 2026

Nel centro storico di Parma, tra strade eleganti, antichi palazzi e angoli pieni di ricordi, si trova Borgo Riccio, una piccola via dal fascino semplice. Lontano dai luoghi più frequentati dai turisti, questa strada mostra una delle tante tracce della storia della città di Parma. È un posto dove l’atmosfera cittadina si vede nelle costruzioni, nei dettagli di ogni giorno e in un modo tutto suo di vivere il vicinato. 

Parma è famosa soprattutto per il Duomo, il Battistero, il Teatro Farnese e per i suoi prodotti tipici. Tuttavia, il lato più autentico della città si trova spesso nelle vie secondarie, nei borghi e nei passaggi meno conosciuti dalle guide turistiche. Borgo Riccio fa parte di questa zona più nascosta. È una strada dove si può vedere Parma da una prospettiva più intima, con edifici storici, portoni, facciate dai colori tenui e scorci che invitano a prendersi il tempo per guardare.

Muoversi a Parma senza auto

Ottobre 19, 2026

Se sei in visita a Parma, l’auto è quasi sempre il mezzo meno comodo. Il centro storico si attraversa a piedi in un quarto d’ora, è pianeggiante e in buona parte chiuso al traffico. Per tutto il resto ci sono gli autobus urbani a 2,00 € per 80 minuti, bici e monopattini in sharing sbloccabili da app, il car sharing che entra in ZTL senza permessi e i taxi attivi 24 ore su 24. E per uscire dalla città — Colorno, Fidenza, Salsomaggiore, Torrechiara, Fontanellato — ci sono treni e autobus extraurbani che partono dalla stazione.

Borgo del Naviglio

Ottobre 12, 2026

Parma non è una città costruita interamente intorno a un grande fiume navigabile come Venezia o Ferrara. Tuttavia, nei secoli ha avuto un rapporto importante con l’acqua. Il torrente Parma, i canali e le derivazioni artificiali hanno aiutato la crescita urbana, hanno fornito acqua ai mulini e alle manifatture, irrigato le campagne e permesso il trasporto di alcune merci.

Mercanteinfiera: come si visita senza impazzire?

Ottobre 5, 2026

Mille espositori, padiglioni che sembrano non finire mai, mobili d’epoca accanto a lampade di design e scatole di fotografie anonime. Mercanteinfiera è il più grande appuntamento europeo dedicato ad antiquariato, modernariato e collezionismo, e lo scorso autunno ha richiamato a Parma 56.000 visitatori. Bellissimo, sì. Ma anche il posto perfetto per uscire con i piedi distrutti, nessun acquisto fatto e la sensazione di aver visto tutto senza aver guardato niente.

Dove parcheggiare a Parma: ZTL, aree gratuite e sosta a ore

Settembre 28, 2026

Il centro storico di Parma è protetto da una ZTL con varchi elettronici attivi tutti i giorni, domenica compresa, dalle 7:30 alle 19:30. Il modo più semplice per non sbagliare è lasciare l’auto fuori: nei parcheggi scambiatori gratuiti alle porte della città, collegati al centro con bus, oppure in uno dei parcheggi coperti a pagamento a ridosso della ZTL, come il Toschi, vicino al Palazzo della Pilotta. Sulle strisce blu si paga da 1,20 a 1,50 € l’ora, con app o parcometro. Se entri in ZTL per errore, puoi regolarizzare il passaggio con 15 € entro la mezzanotte del giorno dopo.

Frammenti di cultura urbana: il caso di Borgo delle Colonne

Settembre 21, 2026

Il portico rappresenta molto più di un semplice riparo architettonico: è il cuore pulsante della vita sociale e comunitaria nelle città e, in Emilia-Romagna ne è il simbolo. Questa struttura trasforma radicalmente il modo di vivere e lo spazio urbano, fondandosi su pilastri ben precisi.

Come arrivare alle Fiere di Parma: auto, bus, treno e aereo

Settembre 15, 2026

Le Fiere di Parma si trovano in Viale delle Esposizioni 393A, a nord della città. In auto si arriva direttamente dal casello dell’A1 senza attraversare il centro, e il quartiere dispone di oltre 9.000 posti auto. Dal centro città e dalla stazione ferroviaria, nei giorni di manifestazione, è attivo un bus a pagamento con corse ogni 30 minuti: dalla stazione al quartiere fieristico sono 15 minuti. L’aeroporto Giuseppe Verdi è adiacente alla struttura.

Borgo Giacomo Tommasini

Agosto 24, 2026

Parma è una città che custodisce la sua anima più autentica non solo nei grandi monumenti, ma soprattutto nella trama intima e affascinante dei suoi borghi.
A differenza di altre città che usano il termine “vie” o “strade”, a Parma il centro storico è solcato da “borghi”. Questa non è solo una scelta nominale, ma l’espressione di un’identità: i borghi evocano un senso di raccolta intimità, di vicinato e di una dimensione a misura d’uomo che resiste al passare dei secoli. Oggi i borghi sono luoghi di incontro, di botteghe di quartiere, di caffè storici e di una vivacità culturale che unisce le radici tradizionali della città alla sua contemporaneità. Ogni borgo custodisce un frammento dell’identità collettiva di Parma, trasformando ogni passeggiata in un’esperienza di scoperta e di appartenenza. Esploriamo insieme Borgo Giacomo Tommasini.

Fontanellato: il rifugio alchemico

Luglio 22, 2026

In un mondo continuamente in corsa, ossessionato dall’omologazione e dalla frenesia, varcare la soglia di Fontanellato regala la sensazione di accedere a un’altra dimensione. Un’oasi custodita nel tempo, fatta di antiche botteghe, portici accoglienti e ritmi a misura d’uomo, dove ci si può fermare su una panchina a guardare la vita che scorre. Un domani che sceglie di fare tesoro di ieri.

Cosa vedere nei dintorni

Luglio 15, 2026

Attorno a Parma, la piccola e nobile Capitale del buon gusto, è tutto un susseguirsi di Castelli, Parchi Naturali e borghi che richiamano il Piccolo Mondo Antico. Gli itinerari che vi proponiamo non hanno l’ambizione di essere esaustivi, considerateli piuttosto un suggerimento per incentivarvi a scoprire il territorio in tutta la sua splendida bellezza.