Cosa vedere e cosa fare a Parma: guida completa per il tuo viaggio
Non lasciatevi ingannare dall’aura metafisica del paesaggio fatto di campagne e prati piatti, dalle geometrie ripetitive, prive di ostacoli fisici, circondato da paesini che non conoscono l’esibizionismo estetico pronto a soddisfare l’occhio del turista e l’algoritmo social media. È attorno a questo orizzonte piatto che regna Parma, città dalle misure perfette, dove la musica e la cucina sono un vero e proprio “scudo spaziale”, una vera e propria “religione laica” contro la staticità del vivere.
«Ho detto che con Parma comincia la vera Emilia, sensuale, pittoresca, estremista: ma Parma ha caratteri diversi dalle altre città emiliane. È la più francese; la più consapevole del suo gioco.» scriveva Guido Piovene in Viaggio in Italia, individuandone l’anima, non la personalità, l’ossatura che la sostiene, i tratti fondamentali sui quali tutto si genera. Ed è proprio questa francesità che i parmigiani continuano a rimarcare; un orgoglio che è volto a evidenziare piuttosto l’eccezionalità del suo stare al mondo nel mondo, per via di quel fascino semplice, elegante ma aristocratico. Questo fascino poggia su un equilibrio raro tra la maestosità di una capitale europea e la concretezza della terra padana. Le sue strade svelano architetture ordinate e impeccabili fatte di linee dritte con improvvisi stucchi decorati, come un abito sartoriale indossato senza sforzo. Il giallo Parma non è un colore casuale ma una scelta che uniforma le facciate, creando una continuità cromatica che scalda l’occhio anche nelle giornate più grigie. Questa compostezza è figlia di una storia che l’ha vista capitale, influenzata dal gusto francese dei Borbone e dalla divina Maria Luigia d’Austria.
L’aria rilassata, quindi è una maschera; Parma è sempre stata una capitale nel corpo di una provincia perché per secoli è stata un’entità politica autonoma, un Ducato che dialogava con Parigi e Vienna.
Parma e le sue attrazioni
Passato
Cosa fare a Parma? Il nostro viaggio deve iniziare necessariamente dal Palazzo della Pilotta, il cuore pulsante della storia e della cultura di Parma, costruito tra il XVI e XVII secolo, deve il suo nome al gioco della “pelota” praticato dai soldati spagnoli nei suoi cortili.
Al suo interno il Teatro Farnese, costruito interamente in legno e stucco dipinto, la Galleria Nazionale, una delle pinacoteche più belle d’Italia, oggi ospita capolavori di Correggio, Parmigianino, Canova e un capolavoro di Leonardo da Vinci: Scapiliata. La Biblioteca Palatina è una biblioteca storica, circondata da gallerie monumentali cariche di volumi rari e antichi, ancora tutt’oggi centro di ricerca e di studio. Il Museo Archeologico Nazionale conserva reperti preistorici, egizi e dell’epoca romana, inclusi i ritrovamenti dell’antica città di Veleia, una piccola Pompei tra i nostri Appennini.
L’unicità del complesso è arricchita dal Museo Bodoni dedicato a Gianbattista Bodoni, il celebre tipografo che ha creato alcuni dei caratteri più eleganti della storia.
Il cortile di San Pietro Martire che circonda la Pilotta è illuminato dall’installazione al neon di Maurizio Nannucci: TIME, PAST, PRESENT AND FUTURE, un’opera contemporanea pronta a dialogare con il passato e il futuro. Poco distante, veglia sulla città Il Teatro Regio, gioiello voluto dall’amata Maria Luigia d’Asburgo – Lorena, fulcro mitico della lirica italiana. È famoso non solo per la sua bellezza, ma per il suo pubblico, tra i più severi al mondo. La sua architettura neoclassica è ravvivata da dettagli in oro e bianco e dal lampadario di manifattura parigina, simbolo indiscusso del sito. Sebbene Verdi fosse di Busseto e la maggior parte della sua carriera artistica si concretizzò soprattutto a Milano, il teatro ha consacrato la sua vocazione diventando la casa spirituale del Maestro, dedicandogli ogni anno ad ottobre un festival famoso in tutto il mondo. La città ha due centri di gravità ma con personalità completamente diverse. La prima è Piazza Duomo, pavimentata in ciotoli custodisce capolavori come la sua Cattedrale che inganna il visitatore con la sua facciata austera celando al suo interno quella che è a tutti gli effetti la Cappella Sistina emiliana: la cupola affrescata del Correggio, un vortice di nuvole e angeli che sembrano balzare in un’altra dimensione. Il Battistero ottagonale in marmo rosa, progettato da Benedetto Antelami è il capolavoro che testimonia il passaggio dallo stile romanico al gotico.
In questa atmosfera silenziosa, sopravvive ancora per il visitatore L’Antica spezieria di San Giovanni, era il laboratorio dei monaci benedettini dove venivano preparati medicamenti, unguenti e rimedi.
In poche centinaia di metri si radunano altri capolavori come la Chiesa di Santa Maria della Steccata con le pitture del Parmigianino, la Chiesa di San Giovanni Evangelista affrescata da quest’ultimo e dal Correggio, artisti-star della propria epoca. Sempre del Correggio è possibile ammirare la camera decorata della badessa Giovanna da Piacenza, a capo del monastero benedettino di San Paolo (Complesso di San Paolo), centro religioso e di cultura. Oggi gli spazi sono stati recuperati trasformandoli in un centro di innovazione e di ricerca sul cibo.
A soli cinque minuti da Piazza Duomo, Piazza Garibaldi pare segnare l’inizio di una nuova vocazione della città; quella del passeggio frivoli, della vita sociale, dei caffè all’aperto e della politica e del Comune con i suoi portici eleganti. È proprio qui che domina la piazza, Il Palazzo del Governatore, oggi sede di numerose mostre fortunate, l’ultima quella dedicata a Giacomo Balla, uno dei simboli della pittura futurista.
Presente e futuro
Attorno alla città, che ricordiamo è città di gastronomia creativa secondo l’Unesco, food Valley del ristoro, simbolo del buon cibo, insomma, si sono via via costituite realtà di sperimentazione creativa; L’Auditorium Paganini, progettato da Renzo Piano, è un capolavoro di recupero industriale di Parma. È un luogo dove l’architettura d’avanguardia incontra la musica, dedicato ovviamente al celebre violinista Niccolò Paganini (che a Parma fu direttore dell’orchestra ducale). Inaugurato nel 2001, sorge all’interno di quella che era la fabbrica di zucchero Eridania all’interno del Parco ex Eridania, oggi chiamato Parco della Musica, è la sede principale della Filarmonica Arturo Toscanini, una delle orchestre più prestigiose d’Italia. I confini tra interno ed esterno vengono abbattuti da pareti di vetro che permettono di ammirare il parco circostante mentre si ascolta un’opera concertistica immersi in un’acustica perfetta.
Lo CSAC, Centro studi e archivio della comunicazione di Parma, che oltre ad essere un centro di ricerca vivace, dal 2015 ospita una sezione museale, punto di riferimento per creativi di ogni tipo, cultori dell’arte visiva e tappa obbligata per scoprire l’anima più contemporanea della città, si trova fuori dal centro in un luogo magico: l’Abbazia Valserena, conosciuta come a Certosa di Paradigna.
Molti credono che questa abbazia abbia ispirato Stendhal per la celebre Certosa di Parma, anche se lo scrittore non ne ha mai dato conferma ufficiale.
ParCO, è il nuovo progetto dedicato all’arte contemporanea promossa dall’Associazione “Parma, io ci sto!” e dal Comune, con sede nel Complesso Monumentale dell’Ospedale Vecchio, vera e propria icona del quartiere Oltretorrente, simbolo dell’identità popolare di Parma, un tempo luogo di cura per i poveri, oggi custode dell’Archivio di Stato, della Biblioteca Civica, Museo della Memoria e della Libertà, dedicato alle barricate del 1922 quando il quartiere resistette alle squadre fasciste, i Portici le cui arcate ospitano spesso mercatini di libri usati, oggetti vintage e una vita di quartiere molto vivace e universitaria. Visitare l’Oltretorrente significa immergersi nel quartiere più ribelle di Parma, una zona dove trovare vecchie osterie dove si mangia il vero “pesto di cavallo” o si beve un bicchiere di Lambrusco senza troppi manierismi.
Per una città italiana, l’insidia di diventare maschera di sé stessa è costante, ma è grazie alla rara capacità di far dialogare il passato con il futuro che Parma ha saputo proteggersi dal rischio di diventare un borgo-museo da vetrina e, al contrario, a vibrare di vita vera.
FAQ
Cosa vedere a Parma per la prima volta? Il Palazzo della Pilotta, che comprende Teatro Farnese, Galleria Nazionale, La Biblioteca Palatina, Museo Archeologico Nazionale, Museo Bodoni, L’Antica spezieria di San Giovanni, Il Teatro Regio, la Cattedrale, Il Battistero, Chiesa di Santa Maria della Steccata, la Chiesa di San Giovanni Evangelista, Complesso di San Paolo, Il Palazzo del Governatore, Il Palazzo del Comune, L’Auditorium Paganini, CSAC, Centro studi e archivio della comunicazione di Parma, Complesso Monumentale dell’Ospedale Vecchio.
Cosa fare a Parma oltre i monumenti? Parma è una città che va “vissuta” più che semplicemente visitata. Se hai già spuntato la lista dei monumenti, ecco come immergerti nel ritmo autentico della vita parmigiana: Il Rito della “Bassa” a Tavola Parma è la Capitale della Gastronomia UNESCO, quindi mangiare qui è un’attività culturale a tutti gli effetti in città e nei dintorni.
- Degustazione in Gastronomia: Vai da Silvano Romani o alla Salsamenteria di via Farini. Non limitarti al Prosciutto: chiedi il Culatello di Zibello, lo Strolghino e il Parmigiano Reggiano con diverse stagionature (prova il 36 o 48 mesi).
- Tortelli d’Erbetta: Il piatto della domenica. La regola d’oro? Devono “affogare” nel burro fuso.
- Il Cavallo Pesto: Se vuoi sentirti un vero parmigiano dell’Oltretorrente, prova il panino con la carne di cavallo cruda macinata, condita con olio, sale e limone. È lo street food locale per eccellenza.
(Bertinelli e Monte delle Vigne)
Concediti di scoprire la città in bicicletta oppure visita le vie dello shopping in Via Farini e dintorni (Borgo Giacomo, Borgo Schizzati), Via Mazzini, Via Garibaldi e Via Cavour.
Per uno shopping più artigianale scopri il Mercato della Ghiaia, lo storico mercato della città, Il martedì e il venerdì è perfetto per curiosare tra i banchi, mentre la domenica spesso ospita mercatini dell’antiquariato o del vintage.
Per un’esperienza fuori città visitate Il Labirinto della Masone , il labirinto di bambù più grande del mondo, creato da Franco Maria Ricci. È un luogo onirico, perfetto per una mezza giornata diversa dal solito, tra arte e natura. Shopping Park Fidenza Village è il paradiso degli amanti del lusso. Tempio della
moda caratterizzato da un’architettura armoniosa e prestigiosa.
Parma è una città adatta a un weekend? Assolutamente sì. Parma è, per molti versi, la città perfetta per un weekend. È abbastanza piccola da essere girata interamente a piedi o in bicicletta, ma così densa di storia, arte e sapori da non lasciarti mai un momento di noia.
Quanto tempo serve per visitare Parma? Un fine settimana è l’ideale per scoprire i monumenti più importanti; tuttavia, durante festival particolari è possibile goderne per più giorni e scoprire anche le zone fuori città.
Cosa vedere a Parma con i bambini? Parma è una città molto accogliente per le famiglie: è pianeggiante (perfetta per i passeggini), sicura e ricca di spazi verdi. Se viaggi con i bambini, ecco un itinerario “a prova di noia” che mescola avventura, gioco e un pizzico di magia. Il Parco Ducale, il Parco della Cittadella, Il Castello dei Burattini, sapevi che Parma ospita una delle collezioni di burattini più importanti d’Italia? Si trova nel complesso di San Paolo, il Teatro Farnese (all’interno della Pilotta) colpisce molto i bambini perché sembra il set di un film o un castello di legno gigante, la Biblioteca di Alice, specializzata in letteratura d’infanzia è un piccolo rifugio per bambini.
Dove conviene dormire per visitare Parma? Ovviamente da noi; Century Hotel è in centro vicino alla stazione ferroviaria, permette di girare comodamente a piedi. Dado Hotel International è poco lontano dal centro ma ben raggiungibile con i mezzi pubblici. Non vediamo l’ora di potervi ospitare presso gli hotel del nostro gruppo.